Diego Della Valle chiede una legge per fermare il caporalato nel lusso

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La necessità di un intervento legislativo specifico, che vada a colmare i vuoti normativi sfruttati dalle organizzazioni criminali nelle filiere produttive, è stata ribadita con forza da Diego Della Valle. Il patron di Tod’s, dopo le misure di amministrazione giudiziaria che hanno coinvolto numerosi brand del settore – incluso il suo – ha espresso la volontà di dare una svolta. "Il prossimo passo deve essere una bella legge, vera", ha dichiarato, sottolineando come il comparto, nonostante gli sforzi di controllo, necessiti di strumenti normativi più affilati e aderenti alla complessità delle catene di fornitura. L’auspicio, dunque, è che si arrivi rapidamente a un testo che tuteli concretamente il made in Italy, un marchio di qualità che rischia di essere offuscato da pratiche illecite.

L'inchiesta della Procura di Milano e la posizione di Tod's

Le dichiarazioni di Della Valle giungono sullo sfondo di un’indagine condotta dalla Procura di Milano, la quale sta esaminando ipotesi di caporalato in una rete di subappalti. L’inchiesta, coordinata dal pm Paolo Storari, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di tre manager del gruppo, sebbene l’azienda abbia sempre respinto ogni accusa di coinvolgimento diretto. Tramite il suo presidente, la casa di moda ha fornito risposte dettagliate, sostenendo di aver affidato gli appalti a realtà ritenute "correttissime" e di non aver mai tollerato che simili fenomeni avvenissero "sotto i nostri occhi". Una posizione, questa, che cerca di demarcare una linea netta tra la responsabilità del committente finale e gli illeciti che possono proliferare negli anelli più bassi e frammentati della filiera, spesso opachi per definizione.

Il valore del saper fare e l'ombra sulle filiere

Il paradosso, come emerso anche dalle ricostruzioni giornalistiche, risiede proprio nel contrasto stridente tra l’eccellenza artigianale che il brand rappresenta – simboleggiata dallo storico Winter gommino, reso iconico da Gianni Agnelli – e le condizioni di sfruttamento che possono celarsi nella produzione. Quel "saper fare" celebrato nelle location esclusive delle sfilate, come Villa Necchi Campiglio, si scontra con un sistema di subappalto che, per sua natura, rende difficile un monitoraggio capillare. L’inchiesta giudiziaria, pertanto, non colpisce solo un singolo gruppo ma pone una lente d’ingrandimento su un meccanismo industriale diffuso, nel quale il rischio di deviazioni è connaturato alla ricerca della riduzione dei costi e alla pressione sui tempi di consegna.

La richiesta di una normativa efficace e settoriale

Proprio da questa consapevolezza nasce l’appello a una legge "adatta al nostro settore". Della Valle ha indicato un orizzonte temporale breve, quasi una sfida alla politica: dieci giorni per identificare i nodi critici e altrettanti per delineare soluzioni praticabili. La proposta, al di là dei toni ottimistici, riconosce l’insufficienza degli strumenti attuali e la necessità di un coinvolgimento strutturale delle istituzioni. Si tratta di un tentativo di andare oltre le mere difese d’ufficio, provando a trasformare un’indagine penalistica in un’occasione di riforma per l’intero comparto, che deve proteggere il suo capitale umano e la sua reputazione internazionale. Un obiettivo che richiede, innegabilmente, una collaborazione stretta tra imprese e legislatore.

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