Borsa, l'Europa oscilla tra timori sui tech e attesa per la Fed. Milano resiste con Eni e Nexi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Un'avvio incoraggiante, per quanto cauto, ha lasciato presto il posto a un sentiment decisamente più prudente, con le principali piazze finanziarie del Vecchio Continente che hanno faticato a mantenere il segno più, in una seduta caratterizzata da fattori contrastanti e da un'attenzione spasmodica verso gli eventi in programma nelle prossime ore.

Se da un lato le trimestrali europee, in particolare quelle del comparto energetico, hanno offerto un certo sostegno, dall'altro il perdurare delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il clima di incertezza che aleggia sui titoli tecnologici, alimentato dai recenti crolli registrati in Asia, hanno finito per esercitare una pressione non indifferente sui listini.

Milano, in questo quadro, ha mostrato una tenuta migliore rispetto alle altre borse, sostenuta da alcune performance societarie di rilievo, pur chiudendo in leggero calo dopo una partenza in netto rialzo, in un contesto di attesa pressoché totale per le indicazioni che arriveranno dalla Federal Reserve in serata, con i mercati che cercano di interpretare le prossime mosse della banca centrale americana in materia di tassi di interesse.

L'avvio contrastato e l'inversione di rotta

La mattinata si era aperta all'insegna del verde per la maggior parte degli indici europei, con Piazza Affari che spiccava tra le altre grazie a un incremento che in un primo momento aveva toccato lo 0,77%, spinto dal balzo di Eni dopo la pubblicazione dei conti trimestrali.

Un'entusiasmo, tuttavia, destinato a scemare rapidamente, complice l'ondata di vendite che ha investito i settori più esposti all'innovazione tecnologica e ai semiconduttori, con Amsterdam, storicamente legata alle sorti del comparto dei chip, che è rimasta sostanzialmente ancorata alla parità, mentre Francoforte e Parigi, dopo un inizio positivo, hanno gradualmente ridotto i guadagni fino a virare in territorio negativo.

La seduta, pertanto, ha raccontato una storia di duplice natura: da un lato la voglia di credere nei fondamentali delle aziende europee, che continuano a presentare bilanci solidi, dall'altro la difficoltà a ignorare i segnali di allarme che giungono dai mercati asiatici, dove il Kospi sudcoreano ha subito un nuovo crollo, riaccendendo i riflettori sulla bolla dei titoli legati all'intelligenza artificiale e sulla sostenibilità degli investimenti nel settore.

Le trimestrali e il peso del settore tech

L'attenzione degli investitori si è concentrata in particolare sulle parole e sui numeri provenienti dai giganti della tecnologia, che nelle ultime sessioni hanno mostrato segnali di fragilità. Le preoccupazioni relative alle valutazioni aziendali, ormai percepite come eccessive da una parte crescente degli analisti, si sono intrecciate con il dubbio circa l'effettiva redditività futura degli ingenti capitali destinati allo sviluppo dell'intelligenza artificiale, in un'ottica di rendimento che appare ancora incerta.

Questo clima di scetticismo, amplificato dai ribassi di titoli come Microsoft, Meta e Alphabet, ha finito per contagiare anche i listini europei, dove il settore retail e quello tecnologico hanno registrato le flessioni più marcate, rispettivamente nell'ordine dell'1,25% e dell'1,2%, mentre gli acquisti si sono concentrati in modo quasi esclusivo sui comparti difensivi e legati alle materie prime, con i titoli petroliferi in rialzo dello 0,9% e le risorse di base in guadagno dello 0,5%.

A pesare sul morale degli operatori contribuisce anche l'attesa per i risultati trimestrali di altre big tech, in programma nelle prossime ore, che potrebbero confermare o meno i timori di un rallentamento del settore.

La tenuta di Milano tra Eni, Nexi e le banche

La piazza milanese, nonostante il passaggio in rosso con un decremento finale dello 0,13%, ha rappresentato un'eccezione relativa nel panorama europeo, mostrando una resilienza che trova le sue ragioni principalmente nei risultati trimestrali di due importanti società quotate. Eni ha trainato gli acquisti con un rialzo del 4,4% dopo la diffusione dei conti, che hanno superato le aspettative del mercato, mentre Nexi ha anch'essa beneficiato di un andamento positivo in scia alla pubblicazione dei propri numeri.

Un caso a sé, invece, è rappresentato da Caixabank, che a Madrid ha subito una flessione del 6% nonostante un trimestre in crescita, segno che la selezione dei titoli bancari resta estremamente accurata e legata a dinamiche specifiche dei singoli istituti. Stellantis, insieme a Eni, è stata tra i pochi titoli a sostenere l'indice milanese in un contesto generale di debolezza, confermando come la qualità dei bilanci e le prospettive di dividendo continuino a rappresentare un fattore discriminante per gli investitori in questa fase di mercato.

Lo scenario macro e le tensioni geopolitiche

A complicare ulteriormente il quadro economico-finanziario si aggiunge l'incognita legata all'escalation delle tensioni in Medio Oriente, che tiene alta la guardia sui prezzi dell'energia e alimenta la volatilità sui mercati valutari, con il petrolio in rialzo e l'euro che si mantiene stabile attorno a quota 1,08 sul dollaro, mentre l'oro, tradizionale bene rifugio, continua a essere acquistato come copertura dal rischio sistemico.

In questo scenario di incertezza, l'attenzione è ora puntata sulla riunione della Federal Reserve, da cui ci si attendono segnali chiari riguardo all'orientamento futuro della politica monetaria americana, in un equilibrio sempre più delicato tra controllo dell'inflazione e sostegno alla crescita economica. Le borse europee, dopo aver chiuso una seduta contrastata, restano in attesa di questi sviluppi, con gli investitori che valutano con cautela le opportunità offerte dalle trimestrali, senza però abbandonare la prudenza dettata da un contesto internazionale ancora carico di incognite.

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