La battaglia legale tra Trump e la Fed: il giudice rinvia la decisione su Lisa Cook
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Redazione Economia
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La controversia legale scatenata dal tentativo del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di rimuovere la governatrice della Federal Reserve Lisa Cook ha registrato il suo primo, significativo atto in tribunale. L’udienza davanti alla giudice federale Jia Cobb, richiesta per ottenere un ordine restrittivo temporaneo che bloccasse il licenziamento, si è conclusa senza una decisione immediata. La magistrata, dopo aver ascoltato le parti per oltre due ore, ha riconosciuto la complessità della questione, affermando che il caso «solleva questioni importanti, forse inedite, per il board», e ha preferito chiedere documentazione aggiuntiva prima di pronunciarsi sulla richiesta di mantenere lo status quo, ovvero Cook in carica, in attesa di un giudizio definitivo sul merito.
La governatrice, che fa parte del Board of Governors della Fed, ha sporto denuncia definendo l’azione di Trump «senza precedenti e illegale», nonché un pretesto per assumere un controllo più diretto sull’istituzione monetaria. La legge federale, infatti, sebbene conferisca al presidente il potere di rimuovere i membri del consiglio, lo vincola esplicitamente al requisito della «giusta causa», un elemento che costituirà il fulcro dello scontro giudiziario e che, data la sua eccezionalità, rende il caso un terreno inesplorato.
Mentre la procedura si avvia verso fasi più approfondite, le ripercussioni economiche delle recenti politiche commerciali iniziano a delinearsi con maggiore chiarezza. I segnali di un prossimo rincaro dei prezzi, imputabile principalmente all’introduzione di nuovi dazi, stanno diventando sempre più evidenti e stanno costringendo molti osservatori a rivedere le proprie previsioni sulla politica monetaria. In un contesto del genere, il tanto atteso taglio dei tassi di interesse, che il mercato si aspettava a settembre, rischia di essere notevolmente più limitato del previsto, se non addirittura rinviato.




