“Cime tempestose” secondo Emerald Fennell: la versione pop e sensuale del classico tra costumi anacronistici e scene che fanno discutere

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   L’operazione firmata da Emerald Fennell, che ha portato al cinema la sua personale rilettura di Cime tempestose, si è rivelata sin da subito una delle più polarizzanti degli ultimi anni, un oggetto filmico non identificato che divide la critica e infiamma il pubblico, volando al contempo al botteghino. La regista britannica, già nota per lo stile visivamente sfarzoso e narrativamente provocatorio di Saltburn, ha più volte tenuto a precisare, come si legge nelle sue dichiarazioni riportate a margine delle anteprime, che la sua non è una trasposizione fedele del romanzo di Emily Brontë, bensì la materializzazione dell’impatto emotivo che la lettura del libro ebbe su di lei all’età di quattordici anni. Da questa premessa nasce il film con Margot Robbie e Jacob Elordi, un’opera che i puristi della letteratura ottocentesca hanno già stroncato per le numerose licenze poetiche, a partire dall’aspetto dei protagonisti – la Robbie con i suoi lunghi capelli biondo platino e Elordi, australiano e alto un metro e novantasei – che poco hanno a che vedere con le descrizioni originali dei selvaggi e tormentati amanti della brughiera -2-5.

Una questione di casting e di identità

Il dibattito più acceso, che ha preceduto di mesi l’uscita del film e che continua a tenere banco sui social e tra gli addetti ai lavori, ruota attorno alla figura di Heathcliff e alla sua presunta “cancellazione” identitaria. Nel romanzo del 1847, l’orfano adottato dal padre di Catherine è descritto con termini come “zingaro dalla pelle scura” o “lascar”, tratti che da sempre fanno pensare a un uomo non bianco, la cui alterità è la radice del disprezzo e del razzismo che subisce -2-8. La scelta di affidare il ruolo a Elordi, attore bianco di grande fascino e sex appeal, è stata letta da molti esperti, come la professoressa Claire O’Callaghan dell’Università di Loughborough, come un impoverimento della complessità del personaggio, spogliato della sua carica di diversità e di critica sociale per essere trasformato in un semplice e dannato rubacuori -2. Non è la prima volta, va detto, che Heathcliff viene interpretato da attori bianchi – basti pensare a Laurence Olivier o Ralph Fiennes – ma in un’epoca di maggiore sensibilità verso le rappresentazioni inclusive, la scelta di Fennell è apparsa a molti un passo indietro, un’occasione mancata per dare voce a quelle istanze di cui il romanzo, volente o nolente, si fa portatore -5-8.

Scene discusse e costumi fuori dal tempo

Se il cast ha fatto storcere il naso ai letterati, a scatenare il pubblico generalizzato ci hanno pensato le immagini forti e la cifra stilistica barocca della pellicola. Una delle scene più controverse, analizzata dallo stesso Elordi in un’intervista a Entertainment Weekly, vede la sua Isabella, interpretata da Alison Oliver, incatenata al camino con un collare da cane, una rappresentazione cruda e letterale del tema della sottomissione e della “animalizzazione” che nel libro era più sottile e metaforica -3. L’attore ha difeso la scelta, spiegando come la regista abbia voluto condensare la cupezza del romanzo in immagini forti, dove l’inferno vissuto dai personaggi diventa tangibile. A rendere il tutto visivamente iperrealista e quasi onirico ci pensano i costumi di Jacqueline Durran, due volte premio Oscar, che ha dichiarato a Vogue di aver voluto mescolare riferimenti che vanno dall’epoca Tudor agli anni Cinquanta, passando per Mugler e McQueen, creando un guardaroba volutamente anacronistico che rifiuta la ricostruzione filologica per abbracciare una teatralità glamour e senza tempo -6. Corsetti lucidi e mantelli rosso fuoco che si stagliano sulla neve: una scelta estetica che ha fatto gridare allo scandalo i tradizionalisti, ma che contribuisce in maniera determinante a creare quel distacco dalla realtà, quel sogno ad occhi aperti che Fennell intendeva rappresentare.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.