Milano Cortina, un inizio olimpico da record che brucia i tempi
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Redazione Sport
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L’Italia delle nevi e del ghiaccio, quella che si è presentata ai nastri di partenza dei Giochi invernali di Milano Cortina, sta scrivendo una pagina di storia dello sport nazionale a una velocità inedita. Con undici medaglie conquistate nel giro dei primi, frenetici quattro giorni di competizioni, la spedizione azzurra ha infatti già raggiunto – e superato in termini di ritmo – l’intero bottino della rassegna casalinga di Torino 2006, fino a questo momento considerata l’edizione più proficua disputata in patria. Un paragone, quello con il passato, che rende l’idea della straordinaria accelerazione impressa dagli atleti in queste gare, capaci di portare a casa due ori in meno di una settimana, un risultato che eguaglia quanto ottenuto nell’intera Olimpiade di Pechino due anni fa. Un dato, quest’ultimo, che assume ancor più rilievo se si considera che la spedizione cinese si concluse con un totale di diciassette medaglie, record assoluto per l’Italia insieme a quello di Lillehammer ’94, e traguardo che ora appare non solo alla portata, ma addirittura superabile date le premesse.
Un calendario fitto per consolidare il vantaggio
Il sesto giorno di gare, quello di mercoledì 11 febbraio, si presenta come un’altra impegnativa occasione per allungare ulteriormente il già ricco medagliere. La giornata, che offre otto titoli in palio, prende il via alle dieci del mattino con la combinata nordica, dove saranno in campo Samuel Costa, Aaron Kostner e Alessandro Pittin. Poco dopo, alle undici e trenta, gli occhi saranno puntati sulle piste del Super-G maschile, con il ritorno in gara di due big come Dominik Paris e Giovanni Franzoni, entrambi a caccia del metallo prezioso che finora è mancato allo sci alpino azzurro. Nel pomeriggio, a partire dalle quattordici e quindici, il testimone passa al biathlon con la 15 km individuale femminile, specialità in cui le italiane, tra cui spiccano i nomi di Dorothea Wierer e Lisa Vittozzi, hanno spesso dato prova di essere tra le favorite.
Dalla pista di ghiaccio al curling, un serrato impegno azzurro
Lo slittino, con le due run del doppio femminile e di quello maschile, vedrà impegnate coppie come Andrea Voetter e Marion Oberhofer, mentre sul velodromo del ghiaccio si cercherà la prestazione nei mille metri maschili di pattinaggio velocità. La serata, poi, si preannuncia particolarmente densa di emozioni e di appuntamenti cruciali. Sul palcoscenico della danza sul ghiaccio, infatti, Charlène Guignard e Marco Fabbri affronteranno la loro danza libera nel pattinaggio di figura, puntando a coronare con una medaglia un percorso di altissimo livello. Contemporaneamente, debutterà il torneo maschile di curling con la sfida Italia-Svezia, e prenderanno il via anche le qualificazioni nell’halfpipe di snowboard maschile.
Un’ondata di risultati che rinfranca lo sport italiano
Questo susseguirsi serrato di impegni, che coinvolge discipline molto diverse tra loro, dall’hockey al freestyle con le qualificazioni dei moguls femminili, dimostra la vitalità e la profondità di una squadra italiana che, sfruttando anche il fattore campo, sta vivendo un momento di grazia collettivo. La performance, che va ben oltre le più rosee aspettative, non è frutto del caso ma del lavoro meticoloso di anni, e sta regalando al pubblico un’immagine di uno sport invernale nazionale solido, competitivo e capace di lottare per i massimi livelli in quasi tutte le specialità. Un’immagine, questa, che contribuisce a rafforzare il legame tra gli atleti e il loro pubblico in un evento che, oltre a premiare i singoli, celebra la capacità di un intero movimento.




