Londra e Bruxelles accelerano sulla difesa comune: "I tiranni capiscono solo la forza"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’Europa si muove, e lo fa in fretta. Dopo l’annuncio del disimpegno statunitense dalla sicurezza del Vecchio Continente, i leader europei hanno deciso di prendere in mano la situazione, accelerando i piani per una difesa comune. Domenica 2 marzo, a Londra, si terrà un vertice cruciale che vedrà riuniti i capi di Stato e di governo di Francia, Regno Unito, Italia, Germania, Polonia, Spagna, Olanda e Danimarca, insieme ai vertici di Ue e Nato. Un incontro che segue di pochi giorni quello di Parigi, e che segna un passo importante verso una collaborazione più stretta tra i 27 e il Regno Unito, nonostante la Brexit.

Il premier britannico, Keir Starmer, ha lanciato un messaggio chiaro durante un discorso infuocato in aula: «Le minacce che si addensano sull’Europa ricadono storicamente sulle nostre spalle». Parole che non lasciano spazio a interpretazioni, soprattutto quando ha aggiunto che «tiranni come Putin capiscono solo il linguaggio della forza». Un riferimento diretto alla crisi ucraina e alla necessità di una risposta unitaria e determinata da parte dell’Europa.

Proprio per questo, Londra ha già annunciato l’intenzione di aumentare le spese per la Difesa, portandole al 2,5% del Pil entro il 2027. Una mossa che non solo rafforza la posizione del Regno Unito, ma che invita implicitamente gli altri Paesi europei a fare altrettanto. In questo contesto, spunta anche l’ipotesi di un fondo comune Ue-Gb, un’idea che potrebbe rivoluzionare il modo in cui l’Europa affronta le minacce alla sua sicurezza.

Intanto, sullo sfondo, c’è l’ombra di Donald Trump. Il presidente americano, che ha più volte sottolineato la volontà degli Stati Uniti di ridurre il proprio impegno in Europa, sembra aver ottenuto un risultato inaspettato: la riunificazione degli sforzi europei. Un effetto collaterale, forse, ma non per questo meno significativo.

Il vertice di domenica sarà anche l’occasione per discutere di piani congiunti di deterrenza atomica, un tema delicato ma inevitabile in un contesto internazionale sempre più instabile. L’obiettivo, come ha ricordato il presidente del Consiglio polacco Donald Tusk, è «combattere per la pace», ma per farlo serve una strategia solida e condivisa.

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