Il nuovo modello “Mythos” di Anthropic è trapelato per errore, e il mercato della cybersecurity trema
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’errore, a pensarci bene, è di una banalità quasi imbarazzante per un’azienda che lavora con i governi e le Big Tech: un file dimenticato in un archivio pubblico, un indice non protetto, la porta lasciata socchiusa in un sistema di gestione dei contenuti. Così, senza nessun attacco hacker né una pianificata fuga di dati, il mondo ha scoperto l’esistenza di “Claude Mythos”, il nuovo modello di intelligenza artificiale generativa sviluppato da Anthropic. Una svista umana, come confermato dalla società a Fortune, che ha esposto quasi tremila asset privati. Tra questi c’erano descrizioni tecniche dettagliate di un’IA che, secondo le bozze trapelate, sembra capace di scardinare le difese digitali come nessun altro strumento conosciuto abbia mai fatto. E per Wall Street, la reazione è stata immediata: i titoli della sicurezza informatica sono scivolati giù in fretta, impauriti dall’idea che una macchina possa sostituire decenni di lavoro umano in pochi minuti.
Glasswing, o di come anticipare il buco nella diga
È proprio per arginare il panico – e forse per capitalizzarlo – che Anthropic ha lanciato il “Project Glasswing”. L’idea alla base è tanto rivoluzionaria quanto spaventosa se ci si ferma a pensarci: usare un’intelligenza artificiale potentissima per proteggere il mondo dalle intelligenze artificiali malevole. Glasswing non è un prodotto pubblico, almeno non per ora. È piuttosto un’alleanza strategica che coinvolge colossi come Amazon, Apple, Microsoft, Cisco e CrowdStrike, ai quali viene concessa una preview riservata di Claude Mythos affinché lo usino come un metal detector per le loro stesse fondamenta. Nei test, lo strumento ha già scovato migliaia di vulnerabilità “zero day” in sistemi operativi, browser e librerie software, incluse alcune latenti da oltre un quarto di secolo. In un mondo in cui il divario temporale tra la scoperta di un buco e il suo sfruttamento si è ridotto a finestre di pochi minuti grazie all’automazione, la posta in gioco è chiara: o i difensori corrono più veloci degli aggressori, o l’intera infrastruttura critica – dalle banche agli aeroporti – resta esposta.
I fantasmi di CrowdStrike e la scelta del Pentagono
Alcuni analisti, nel tentativo di rendere tangibile il salto tecnologico, hanno fatto un esercizio controfattuale piuttosto eloquente: se Mythos fosse esistito due anni fa, probabilmente l’incidente di CrowdStrike che paralizzò il traffico aereo globale non avrebbe mai avuto luogo. Quel tipo di bug, quello che sfugge ai controlli standard e si annida in un angolo cieco del codice, è l’habitat naturale di questo nuovo modello. Ma il paradosso – e non è un dettaglio da poco – è che Anthropic sta giocando una partita pericolosa su due tavoli. Mentre spiega al mondo che la sua IA è l’unica speranza per mettere una pezza ai sistemi fragili, l’azienda ha rifiutato le pressioni del Pentagono che chiedeva accesso senza vincoli alla tecnologia per scopi militari. Un rifiuto che, come riportano le cronache, è costato caro in termini diplomatici con l’amministrazione Trump, culminato in una classificazione formale di “rischio per la catena di approvvigionamento” da parte del Dipartimento della Difesa. Una scelta, quella di Anthropic, di coerenza etica forse, ma che la isola dal mercato più redditizio della sicurezza nazionale.
Numeri da capogiro e un futuro blindato
Nonostante le tensioni istituzionali, i conti dell’azienda non hanno mai smesso di correre. I ricavi trimestrali hanno ormai superato i trenta miliardi di dollari – più del triplo rispetto alla fine del 2025 – spinti da una domanda enterprise che sembra ignorare le polemiche. Per alimentare questa bestia, Anthropic ha siglato accordi con Google e Broadcom per assicurarsi una capacità di calcolo senza precedenti, necessaria ad addestrare i mostri che verranno. La morale, se di morale si può parlare in questa corsa senza freni, è che la difesa informatica del futuro non sarà più questione di firewall e password, ma di una guerra tra algoritmi. Claude Mythos è il primo esempio di un’IA che non si limita a scrivere codice, ma lo legge e lo rompe meglio di qualsiasi esperto umano. E se la configurazione sbagliata di un CMS ha già fatto così tanta paura ai mercati, viene da chiedersi cosa succederà quando questa tecnologia cadrà – inevitabilmente, prima o poi – nelle mani sbagliate.




