Bologna, il casting per il dopo Italiano: spunta De Rossi ma la clausola frena

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il futuro di Vincenzo Italiano sulla panchina del Bologna, nonostante un contratto in scadenza nel 2027, è appeso a un filo che potrebbe spezzarsi da un momento all’altro, complice l’interesse concreto del Napoli per il tecnico livornese. La dirigenza rossoblù, guidata dal dt Giovanni Sartori e dal ds Marco Di Vaio, non intende farsi trovare impreparata nell’evenienza di un addio – ormai percepito come una possibilità tutt’altro remota – e ha così intensificato le consultazioni per individuare un successore all’altezza di una piazza esigente come quella felsinea.

Il nome che circola con maggiore insistenza, alimentando un certo entusiasmo tra i tifosi, è quello di Daniele De Rossi, reduce da un’ottima annata alla guida del Genoa, ma la sua candidatura si scontra con un ostacolo economico non indifferente: una clausola rescissoria che lega l’ex capitano della Roma al club ligure e la cui cifra aggirerebbe i 10 milioni di euro. Una somma che, di questi tempi, rappresenta un investimento significativo per le casse del club emiliano.

I profili monitorati da Sartori e Di Vaio

Nonostante il fascino mediatico dell’operazione che riporterebbe De Rossi in Emilia (un tecnico giovane, carismatico e votato al bel gioco), la dirigenza di Casteldebole sta sondando con pragmatismo anche altre strade, come rivelato dalle ultime indiscrezioni di stampa.

Al fianco del nome del tecnico del Genoa, sarebbero finiti nel mirino di Sartori e Di Vaio anche quelli di Raffaele Palladino (attualmente all’Atalanta) ed Eusebio Di Francesco (Lecce), due allenatori che, secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, garantirebbero una maggiore continuità con l’impianto tattico – prevalentemente basato sul 4-3-3 – lasciato in eredità prima da Thiago Motta e poi dallo stesso Italiano.

Palladino, in particolare, era già stato un obiettivo concreto due anni fa al momento della rottura con Motta, e la sua esperienza maturata tra Fiorentina e Atalanta (con annessa qualificazione alla Conference League) lo rende un profilo gradito per la capacità di valorizzare i giovani e tenere alto il ritmo-squadra. Di Francesco, dal canto suo, ha saputo condurre un Lecce alla salvezza nel finale di campionato con un gioco propositivo, riabilitando una candidatura che nel 2024 era stata accantonata a causa della retrocessione in serie B rimediata con il Frosinone.

Le suggestioni e i costi dell’addio di Italiano

Un casting, quello felsineo, che includerebbe anche Fabio Grosso, reduce dall’esperienza al Sassuolo e accostato proprio nelle ultime ore anche alla panchina della Fiorentina, e Domenico Tedesco, tecnico tedesco fautore di un calcio offensivo.

La sensazione che trapela dall’ambiente, tuttavia, è che il Bologna non opporrà alcuna resistenza all’eventuale partenza di Italiano, il cui ingaggio pesante (si parla di circa tre milioni di euro netti a stagione) rappresenta una voce di bilancio che la società di Joey Saputo valuterebbe con favore l’idea di alleggerire, qualora si presentasse l’occasione per ripartire con un progetto tecnico dai costi più contenuti.

Di fatto, mentre Italiano prende tempo e valuta le sirene partenopee (o le altre eventuali destinazioni che dovessero aprirsi nel valzer delle panchine), il Bologna ha già acceso i motori del proprio piano B, consapevole che l’incontro tra le parti rappresenti ormai una mera formalità propedeutica alla separazione.

Se da un lato l’ipotesi De Rossi resta la più affascinante per la piazza, dall’altro la clausola di 10 milioni rappresenta un nodo cruciale per un club che ha sempre basato la propria crescita sulla sostenibilità economica e sulla valorizzazione del capitale umano. Una cifra che nessuno a Casteldebole sembra intenzionato a stanziare in questa fase, a meno di ripensamenti dell’ultim’ora che al momento non trovano riscontri concreti.

Parallelamente, la pista che porta a Raffaele Palladino sta guadagnando terreno, forte di una valutazione positiva da parte della dirigenza (che lo considera un allenatore moderno e affine alla filosofia del club) e di un costo di sgancio dall’Atalanta potenzialmente più basso, visto che il club bergamasco – secondo alcune ricostruzioni – avrebbe già pronto un accordo con Maurizio Sarri per la prossima stagione.

La strategia in attesa della scelta

In attesa che Vincenzo Italiano sciolga le riserve sul proprio futuro (un confronto con la società è atteso a stretto giro), il Bologna prosegue quindi il lavoro di scouting e di scrematura dei candidati, tenendo aperte più piste contemporaneamente per non perdere colpi nella delicata fase di programmazione della prossima stagione. L’obiettivo dichiarato, del resto, è quello di restare agganciati al giro che conta del calcio italiano, cercando di centrare nuovamente un piazzamento europeo dopo l’ottavo posto ottenuto nell’ultimo campionato.

In questo senso, la scelta del prossimo allenatore – che dovrà avere le spalle larghe per gestire le pressioni di un ambiente caldo come quello bolognese – risulta strategica. Che si tratti del Caro De Rossi (superata la suggestione della clausola), del solido Di Francesco o del proiettile Palladino, Sartori e Di Vaio sanno di dover centrare il bersaglio.

E, mentre il cronometro del calciomercato avanza inesorabile, il cerchio dei pretendenti alla successione si va lentamente restringendo, in un silenzio operativo rotto solo dai sussurri dei corridoi del calcio che parlano di contatti continui e valutazioni approfondite.

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