Juventus, Comolli nel cda e Scanavino saluta: la nuova geografia di potere
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Redazione Sport
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Il pallone, simbolo tangibile dell'operato sportivo, fa il suo ingresso formale nel consiglio d'amministrazione della Juventus, in un passaggio che sigla, senza alcuna ambiguità, l'indirizzo futuro del club. A rappresentare questa soluzione, annunciata ma non per questo meno significativa, è la figura di Damien Comolli, l'attuale direttore generale, la cui candidatura è stata proposta da Exor nella lista per il rinnovo degli organi societari. La holding di controllo, che detiene la maggioranza del capitale, ha dunque depositato i nomi in vista dell'assemblea degli azionisti convocata per il prossimo 7 novembre, delineando una configurazione in cui l'area tecnico-sportiva acquisisce un peso diretto nelle decisioni di vertice. Comolli, che era arrivato nello scorso periodo estivo, si appresta così a consolidare la sua influenza, diventando il punto di riferimento indiscusso per le scelte che riguardano la squadra e il mercato.
L'addio di Scanavino dopo un triennio di transizione
Parallelamente all'ascesa di Comolli, si consuma l'addio di Maurizio Scanavino, il quale, dopo tre anni, lascia la carica di amministratore delegato e non farà parte del nuovo consiglio. Il suo mandato, iniziato il 18 gennaio del 2023 in un contesto estremamente delicato – subentrò infatti dopo le dimissioni collettive della precedente governance, avvenute nel pieno delle inchieste che hanno scosso il club – si conclude con un bilancio che lo stesso Scanavino ha definito, in una sua dichiarazione, come un aver "superato insieme tante sfide". A lui, in effetti, si deve un'opera di risanamento finanziario particolarmente incisiva, che ha visto le perdite a bilancio ridursi in maniera drastica, passando da un deficit di 239 milioni di euro a un rosso di circa cinquanta milioni, un traguardo non semplice da raggiungere in un lasso di tempo relativamente breve.
La nuova squadra al vertice e il ruolo di Ferrero
La lista dei candidati al consiglio, che accompagna questa transizione, include, oltre a Comolli, personalità di rilievo come Antonio Belloni, presidente di Lvmh Italia, e conferma l'attuale presidente bianconero Gianluca Ferrero, il quale manterrà il suo ruolo. A completare il quadro, contribuendo a disegnare una mappa di competenze diversificate, ci saranno Guido de Boer, Laura Cappiello, Fioranna Vittoria Negri, Kerstin Andrea Lutz, Diva Moriani e Diego Pistone. La continuità della guida di Ferrero, il quale ha espresso pubblicamente gratitudine per il lavoro svolto da Scanavino, assicura una certa stabilità nella regia generale, mentre l'ingresso di nuovi profili segna un'evoluzione nella gestione della società.
Le sfide finanziarie e il rinnovamento sportivo
Questo cambiamento al vertice avviene in un momento in cui la Juventus deve continuare a confrontarsi con le regole del Fair Play Finanziario, avendo recentemente comunicato una violazione in merito, un aspetto che richiederà attenzione costante. L'eredità di Scanavino, d'altronde, non è costituita solo dai numeri del bilancio ma anche dall'avere condotto, in questi anni, un profondo rinnovamento della rosa in chiave giovane, una politica che ha cercato di coniugare la sostenibilità economica con le esigenze competitive. La nuova struttura, con Comolli ormai pienamente integrato nel processo decisionale, è chiamata a proseguire su questa duplice traiettoria, gestendo sia le complessità di natura contabile sia le ambizioni di palcoscenico.




