Andrea Bajani vince lo Strega 2025 con "L’anniversario": la famiglia, il patriarcato e lo strappo necessario

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Andrea Bajani, che con L’anniversario (Feltrinelli) si è aggiudicato il Premio Strega 2025, ha portato al centro del dibattito letterario un tema scomodo: la legittimità di abbandonare la famiglia d’origine, anche quando non ci sono violenze palesi o drammi eclatanti. «In Italia abbiamo ancora un grosso tabù: della famiglia si può parlare male, ma non ci si può sottrarre», ha detto lo scrittore ricevendo il riconoscimento. Un paradosso che, in un Paese dove il patriarcato resiste nonostante le sue crepe, suona quasi eretico.

Il romanzo racconta il decennale di una rottura: quella del protagonista con i genitori, scelta irrevocabile che segna un prima e un dopo. Attraverso una scrittura che mescola memoria e finzione – necessaria per colmare i vuoti del ricordo e al tempo stesso per proteggersi – Bajani esplora come certe ferite, una volta aperte, non si rimarginino. «È un romanzo contro il patriarcato», ha dichiarato, ma la questione va oltre. Perché rinnegare «il sangue del proprio sangue» resta un atto quasi incomprensibile in una società che, pur criticando la famiglia tradizionale, la considera un rifugio ineludibile.

«La famiglia è ancora l’organismo sociale più diffuso che l’uomo abbia inventato per proteggersi», osserva Bajani. Eppure, proprio perché basata sul sangue – «un collante naturale, ma anche un elemento incandescente» – è costretta a rinegoziare continuamente la sua forma. Il problema, sottolinea lo scrittore, è che «i maschi dovrebbero essere i primi a contestare il patriarcato», e invece permangono inerti, eredi inconsapevoli di un’eredità tossica.

Bajani, che da anni vive e insegna negli Stati Uniti – dove Donald Trump è tornato alla Casa Bianca – affronta il tema con la stessa lucidità con cui aveva scandagliato il dolore nei suoi lavori precedenti. L’anniversario non è solo una denuncia, ma anche una riflessione sul potere liberatorio della rottura. Quella che, in assenza di traumi evidenti, viene spesso bollata come un capriccio. «La letteratura è contestare la versione ufficiale», ha detto poco dopo la proclamazione, nel giardino del Ninfeo di Villa Giulia. E la versione ufficiale, almeno in Italia, vuole che la famiglia, pur con i suoi difetti, sia un legame indissolubile

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