Metro C, Gualtieri annuncia l’avvio dei cantieri: «Adesso puntiamo a portare la linea fino a Grottarossa». La Farnesina completa entro il 2036

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il cronoprogramma della Metro C, una delle infrastrutture più complesse e attese per la mobilità capitolina, entra ora nel vivo con una data segnata in rosso sul calendario: mercoledì 25 febbraio, quando prenderanno ufficialmente il via le operazioni di cantierizzazione per la nuova tratta T2. A darne notizia, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, è stato il sindaco Roberto Gualtieri, il quale, affiancato dall’assessore alla Mobilità Eugenio Patanè e dalla commissaria straordinaria per la Linea C Maria Lucia Conti, ha illustrato i dettagli di un intervento che ridisegnerà il trasporto pubblico verso il quadrante nord-ovest. Le ruspe, per così dire, entreranno in azione dopo la consegna delle aree prevista per dopodomani, e la prima fase riguarderà la realizzazione di quattro stazioni che da piazza della Chiesa Nuova, nei pressi di Torre Argentina, si snoderanno fino a piazza Mazzini, passando per i nodi cruciali di Piazza Pia, dove sorgerà la fermata intitolata a Castel Sant’Angelo, e Ottaviano, che offrirà l’interscambio con la linea A -1-2. Non solo: l’assessore Patanè ha tenuto a sottolineare come l’impatto sulla viabilità ordinaria, nonostante la mole dei lavori, sia stato studiato per limitare al massimo i disagi, con restringimenti localizzati e modifiche temporanee agli attraversamenti pedonali, piuttosto che stravolgimenti della circolazione -1-10.

Parallelamente all’avvio di questi cantieri, che impegneranno il territorio per i prossimi quindici mesi con modifiche mirate come la chiusura di via Cerri o lo spostamento dell’area taxi a via Larga per quanto concerne la stazione Chiesa Nuova, l’amministrazione ha già lo sguardo rivolto alla prosecuzione estiva dei lavori -10. Entro il mese di luglio, infatti, dovrebbero essere consegnate le aree relative alla tratta T1, quella che condurrà la linea verde fino a Farnesina con le fermate intermedie di Auditorium. Per questa porzione di tracciato, lunga circa tre chilometri, l’obiettivo dichiarato dal primo cittadino è quello di chiudere il cantiere in tempi ragionevolmente brevi: se la data prevista dal progetto esecutivo, che vale complessivamente oltre tre miliardi di euro per le tratte oltre piazza Venezia, parla del 2037, Gualtieri si è detto fiducioso di poter recuperare almeno un anno, puntando a terminare l’opera entro il 2036 -1-4-6. Si tratterebbe, a conti fatti, di un traguardo significativo per un’infrastruttura che, con i suoi sei nuovi scavi archeologici e le sue stazioni concepite come spazi museali – sul modello di quanto già visto a San Giovanni o al Colosseo – non solo migliorerà i collegamenti ma restituirà anche pagine di storia alla città -2-5.

Ma la novità di maggiore respiro, quella che proietta la pianificazione urbanistica verso un orizzonte temporale ancora più lontano, riguarda l’intenzione di spingersi ben oltre l’attuale capolinea naturale della Farnesina. Nel corso della presentazione, infatti, il sindaco ha confermato che è già al vaglio uno studio di fattibilità per un ulteriore prolungamento, che dovrebbe condurre la linea C fino al quartiere di Grottarossa. Un’ipotesi, questa, che prevede la realizzazione di cinque nuove fermate e che si arricchisce, nel disegno complessivo, anche di una diramazione – tecnicamente definita “sfiocco” – verso Tor di Quinto, identificata come tratta T1A -1-2. Il problema, come sempre in queste situazioni, è di natura finanziaria: per portare i binari fino a Grottarossa servono circa due miliardi e mezzo di risorse aggiuntive, attualmente non ancora coperte. L’auspicio dell’amministrazione, che ha dichiarato di voler avviare le procedure per la ricerca dei fondi, sarebbe quello di far partire i cantieri di questo segmento prima ancora che si concludano quelli per la Farnesina, magari già entro il 2036, creando così una continuità operativa che eviterebbe di fermare i lavori una volta completata la tratta T1 -1-4.

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