Cosa cambia con la riforma del test di medicina 2025

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La Camera dei Deputati è al lavoro per approvare, entro il 2025, una riforma significativa della legge 264/1999, che regola l’accesso al test di Medicina nazionale. La proposta, avanzata dalla ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, mira a rivoluzionare il sistema attuale, eliminando il test preliminare e introducendo un modello ispirato a quello francese. Gli studenti, dopo il diploma, potranno iscriversi direttamente al primo semestre del corso di laurea in Medicina e Chirurgia, senza dover superare alcuna prova iniziale. Solo al termine di questo semestre, definito “filtro”, verrà effettuata una selezione basata sul merito, che determinerà l’accesso al percorso di studi vero e proprio.

Una delle novità più rilevanti riguarda la possibilità, per chi non supera la selezione al primo tentativo, di ripetere il semestre filtro. Questa misura, che rappresenta una sorta di seconda chance, è stata accolta con favore da molti aspiranti medici, poiché riduce la pressione legata a un unico esame e offre maggiori opportunità di accesso. Tuttavia, non mancano le preoccupazioni, soprattutto da parte delle altre professioni sanitarie, che temono un effetto domino sul sistema formativo.

La Federazione Nazionale degli Ordini dei Fisioterapisti (Fnofi), attraverso il suo presidente Piero Ferrante, ha espresso riserve sulla riforma. Sebbene concordi sulla necessità di rivedere l’attuale sistema, Ferrante sottolinea come l’introduzione del semestre filtro potrebbe portare a un aumento significativo di studenti che, non superando la selezione, si orienterebbero verso altri corsi di laurea, come quello in Fisioterapia. Questo afflusso, secondo la Fnofi, avrebbe ricadute non trascurabili sulla qualità della formazione, sull’organizzazione dei tirocini e sulla definizione del fabbisogno delle professioni sanitarie.

Parallelamente, anche l’accesso ai corsi di laurea in Medicina Veterinaria subirà un’importante trasformazione a partire dall’anno accademico 2025-2026. Anche in questo caso, il tradizionale test d’ingresso verrà sostituito da un semestre propedeutico, seguito da una graduatoria nazionale di merito. Questo cambiamento, che segue una logica simile a quella prevista per Medicina e Chirurgia, mira a rendere più flessibile e inclusivo l’accesso ai percorsi formativi, pur mantenendo un alto standard di selezione.

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