Marco Giallini operato al femore dopo una caduta per un cane che gli è saltato addosso, interrotte le riprese di Rocco Schiavone
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Un normale martedì mattina, una passeggiata nel centro di Aosta e un cane che, con un gesto giocoso, stravolge la programmazione di una delle fiction di maggior successo della televisione italiana. Marco Giallini, l’attore romano che da anni presta il volto al burbero vicequestore Rocco Schiavone, è stato vittima di un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze ben più serie, ma che per fortuna, stando alle prime e rassicuranti ricostruzioni, si è risolto con un intervento chirurgico perfettamente riuscito e con la prospettiva di una ripresa completa, sebbene i tempi della convalescenza rimangano, per ovvi motivi, ancora tutti da definire. La dinamica di quanto accaduto, in piazza Chanoux, è stata chiarita dagli stessi amici e colleghi di Giallini, che non hanno voluto lasciare spazio a voci o illazioni: l’attore, nel momento in cui stava uscendo dall’hotel che lo ospita per le riprese, si è visto saltare addosso un cane, e quell’impatto improvviso e inaspettato gli ha fatto perdere l’equilibrio, provocando una caduta rovinosa al suolo.
La botta, come spesso accade in questi casi, deve essere stata particolarmente violenta se ha causato la frattura della testa del femore, un infortunio decisamente serio e doloroso che ha reso necessario il ricovero immediato presso l’ospedale Parini di Aosta, dove i sanitari lo hanno sottoposto a un'operazione per la sostituzione dell'articolazione con una protesi d'anca. E proprio dai corridoi di quell'ospedale sono arrivate le notizie più confortanti per i fan e per chiunque segue con affetto la carriera dell'attore: a portarle sono state due figure a lui particolarmente vicine, gli attori Mirko Frezza e Tullio Sorrentino, che non hanno esitato a raggiungerlo e a fargli compagnia durante le ore più delicate. In un video pubblicato sui social, i due hanno voluto spegnere sul nascere qualsiasi preoccupazione eccessiva, spiegando che l'intervento è perfettamente riuscito e che Giallini, nonostante il dolore e la fatica del momento, è già sulla buona strada per rimettersi in sesto.
Il dialetto romano per un messaggio di vicinanza dal letto d'ospedale
L'immagine che i due colleghi hanno voluto condividere con il pubblico è quella di un'amicizia solida e senza tempo, capace di manifestarsi con forza proprio nei momenti di maggiore difficoltà. Nello scatto che li ritrae insieme a Giallini, ancora nel letto della sua stanza d'ospedale, si legge la stanchezza sul volto dell'attore, ma anche un sorriso, seppure tirato, che lascia ben sperare. A corredo della foto, una frase in romano, quel “nun t’accanamo” che suona come un autentico abbraccio sonoro e che significa, tradotto, “non ti lasciamo” o “non ti abbandoniamo”. È un messaggio potente, reso ancora più autentico dall'uso del dialetto, che in casi come questi diventa veicolo di un'emotività pura e senza filtri, lontana anni luce dai comunicati stampa costruiti a tavolino. Frezza, nel dettagliare l'accaduto, ha tenuto a precisare che la caduta è avvenuta in un punto sfortunato, quasi a voler sottolineare come la dinamica non lasciasse scampo: un cane che ti salta addosso può capitare, ma l'angolo e la modalità dell'impatto hanno fatto sì che le conseguenze fossero le peggiori possibili.
L'incidente, che poteva ridursi a un semplice spavento e a qualche livido, si è invece trasformato in un caso produttivo di non poco conto per gli studi Rai. Le riprese della settima stagione di Rocco Schiavone, che erano iniziate da circa due settimane e che avrebbero dovuto protrarsi fino alla tarda primavera, si sono naturalmente fermate. Non c'è ancora alcuna comunicazione ufficiale su come la produzione intenda riorganizzare il lavoro: l'ipotesi più probabile, al momento, è che si possa procedere girando le scene in cui il personaggio interpretato da Giallini non è presente, in attesa che l'attore possa tornare sul set. La sua guarigione, considerata l'età e il tipo di infortunio, richiederà inevitabilmente un periodo di riposo e di riabilitazione, durante il quale la macchina organizzativa dovrà necessariamente adattarsi. Al di là delle questioni lavorative, ciò che emerge con chiarezza da questa vicenda è la tempestività con cui gli amici sono corsi al suo fianco e la sincerità di un affetto che, in un ambiente spesso votato all'apparenza come quello dello spettacolo, mantiene invece una rara e preziosa autenticità.




