Torino, mercato in stallo: servono cessioni per sbloccare gli arrivi di Perri e non solo
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Redazione Sport
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La sessione estiva di calciomercato è entrata nel suo vivo più caldo, e per il Torino le prossime due settimane si preannunciano decisive per delineare la fisionomia della rosa a disposizione di Ignazio Abate. Se da un lato gli obiettivi per rinforzare la squadra sono stati individuati, dall'altro l'operazione principale resta in attesa di un definitivo via libera che dipende da un equilibrio economico ancora tutto da trovare.
La trattativa per il portiere brasiliano Lucas Perri, in uscita dal Leeds United, è ormai in dirittura d'arrivo dal punto di vista contrattuale, ma il suo sbarco in Serie A è subordinato a un'operazione altrettanto complessa: quella delle cessioni.
L'affare Perri e la necessità di fare cassa
L'accordo di massima tra il Torino e il Leeds United per il trasferimento di Lucas Perri è stato raggiunto da tempo, con i granata che hanno avuto la meglio sulla concorrenza dell'Olympique Marsiglia, club attualmente impegnato su altri fronti di mercato per quanto riguarda il ruolo di portiere. L'intesa economica con il club inglese è stata trovata, e con il calciatore esiste già un pre-accordo per un contratto triennale con opzione per un ulteriore anno, qualora il Torino dovesse esercitare il diritto di riscatto al termine del prestito.
L'affare, insomma, è stato imbastito su solide basi e sembrava ormai cosa fatta. Tuttavia, a rallentare la fumata bianca è intervenuto un intoppo di natura fisica: un problema fisico del portiere brasiliano aveva inizialmente messo in dubbio la sua partenza, e ora, complice anche la necessità di inserire nuove pedine in attacco, il club presieduto da Urbano Cairo si trova a dover prima fare cassa per poter chiudere il cerchio e completare il reparto tra i pali, oltre che per altri innesti.
La dirigenza granata deve reperire risorse per circa venti milioni di euro, una cifra che intende ottenere principalmente attraverso la cessione di alcuni giocatori considerati in esubero.
I grattacapi di Petrachi: gli esuberi da piazzare
Il direttore sportivo Gianluca Petrachi ha recentemente tracciato un quadro realistico della situazione, definendo le uscite "difficili da collocare". A due settimane dalla fine del mercato, la lista degli esuberi si è rivelata un rebus complesso da risolvere. Tra i nomi che il Torino spera di cedere per alleggerire la rosa e rimpinguare le casse, spiccano quelli di Ivan Ilic e Tino Anjorin.
Il centrocampista serbo, arrivato con grandi aspettative per una cifra superiore ai sedici milioni di euro, non è mai riuscito a esprimere appieno il suo potenziale, diventando un peso dal punto di vista patrimoniale e tecnico. Anche l'inglese Anjorin, acquistato la scorsa estate, non ha trovato lo spazio sperato e il suo nome è finito nella lista dei partenti.
La speranza di Petrachi è di riuscire a piazzare questi due giocatori nelle ultime settimane di trattative, liberando così spazio in rosa e, soprattutto, portando a termine l'operazione Perri e gli eventuali altri colpi last-minute richiesti dal tecnico Abate.
Le idee per l'attacco e il futuro di Mascardi
Nel frattempo, il Torino continua a monitorare il mercato per altri ruoli, in particolare per l'attacco, dove Sebastiano Esposito è emerso come un'idea concreta. L'attaccante italiano, in uscita dal Cagliari, è nel mirino del club granata da diversi mesi e il direttore sportivo Petrachi avrebbe già sondato il terreno proponendo un prestito, in attesa che i sardi diano il via libera a questa formula. Un suo eventuale arrivo dipenderà però proprio dalla capacità di liberare risorse economiche e posti in rosa con le cessioni.
Intanto, il Toro si appresta ad affrontare le prossime sfide di campionato con la certezza di avere tra i pali Diego Mascardi, già ufficializzato lo scorso luglio e diventato il primo portiere a disposizione. Il suo ruolo sembra per ora consolidato, ma l'ombra di Perri si allunga, e l'eventuale arrivo del brasiliano ridisegnerebbe gerarchie e prospettive per il futuro dell'estremo difensore italiano, complicando ulteriormente i piani di un mercato che deve ancora decollare definitivamente.
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