Sal Da Vinci, la standing ovation per 'Per sempre sì' e la commozione sul palco nella finale di Sanremo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il cantautore napoletano, che ha letteralmente conquistato la scena musicale italiana negli ultimi mesi, si appresta a calcare per l'ultima volta in questa edizione il palco dell'Ariston. La sua 'Per sempre sì', il brano che lo vede in gara alla settantaseiesima edizione del Festival di Sanremo, ha già ricevuto una calorosissima accoglienza dal pubblico, quella stessa platea che lo ha incoronato, al di là del verdetto delle votazioni, come una sorta di vincitore morale della kermesse. Il pezzo, un neomelodico classico che affonda le radici nella tradizione partenopea ma che allo stesso tempo guarda con intelligenza ai meccanismi della comunicazione contemporanea, è diventato un vero e proprio caso virale, complice una coreografia pensata per prestarsi ai flash mob e ai tutorial sui social network, un fenomeno che ha travolto creator e celebrità e che Da Vinci stesso ha raccontato con stupore, parlando di un entusiasmo che si toglie con mano in strada e nei luoghi di ritrovo quotidiani.
Una serata conclusiva tra pronostici e favori di popolo
Mentre la finale del Festival prendeva il via, e lo faceva con una doverosa riflessione sulla giornata di bombardamenti in Iran, richiamando l'attenzione su quanto accade nel mondo, i riflettori dell'Ariston si accendevano sui trenta big in gara. La conduzione di Carlo Conti, affiancato da Laura Pausini, Giorgia Cardinaletti e Nino Frassica, ha dato il via a una maratona musicale che avrebbe decretato il successore di Angelina Mango, in una cinquanta finale che vedeva tra i favoriti dei bookmaker, insieme a Serena Brancale e al duo formato da Fedez e Marco Masini, proprio il nome di Sal Da Vinci. L'interpretazione di 'Per sempre sì', carica di quella tensione emotiva che solo una serata decisiva sa regalare, ha scatenato immediatamente una standing ovation, con il cantante visibilmente commosso sul palco, un'emozione autentica che ha ripagato un percorso artistico iniziato da bambino, quando incideva in duetto con il padre Mario, e che lo ha portato a superare momenti difficili e a costruirsi una carriera costellata di successi, dal trionfo al Festival italiano del 1994 con 'Vera' alle collaborazioni con Roberto De Simone, fino al fenomeno planetario di 'Rossetto e caffè'.
La dimensione familiare e i ricordi di una vita
La commozione di Sal Da Vinci, in una serata così importante, affonda le sue radici in una storia personale e familiare solida e profonda, che rappresenta per l'artista un porto sicuro. Sposato dal 1992 con Paola Pugliese, un amore nato quando lui aveva solo quindici anni e lei sedici, nonostante all'inizio lo considerasse "nu criaturo", il cantante ha sempre trovato nella moglie e nei figli, Francesco e Annachiara, il sostegno necessario per affrontare le incertezze della professione. Proprio la figura della moglie fu determinante in un passaggio cruciale della sua carriera, quando, come ha raccontato la stessa Paola Pugliese, in un periodo di ristrettezze economiche in cui le case discografiche storcevano il naso davanti alle sue origini legate alla sceneggiata, lo convinse ad accettare la proposta del maestro Roberto De Simone per 'L'opera buffa del giovedì santo'. Una scelta dettata dalla necessità, visto che in casa c'erano due bambini piccoli da crescere, ma che si rivelò fondamentale per la sua evoluzione artistica e per allontanare certi pregiudizi. Francesco, il primogenito, ha seguito le orme paterne, partecipando a The Voice of Italy e firmando brani per la colonna sonora di Gomorra, mentre Annachiara si è dedicata al mondo della moda e dei social, rendendo il cantante nonno di tre nipoti.
La costruzione di un fenomeno popolare contemporaneo
L'impatto di 'Per sempre sì' sul pubblico di Sanremo e non solo è il frutto di una maturazione artistica che ha saputo cogliere lo spirito del tempo senza tradire le proprie origini. Se da un lato il brano è stato etichettato da alcuni come una canzone popolare da altri tempi, dall'altro la sua capacità di generare contenuti virali, con una coreografia che invita alla partecipazione collettiva e all'imitazione, lo colloca perfettamente nell'era di TikTok e della condivisione immediata. Un fenomeno che ricorda, per certi versi, la traiettoria del suo precedente singolo 'Rossetto e caffè', capace di accumulare centinaia di milioni di streaming e di diventare un tormentone estivo e non solo. La sua presenza sul palco dell'Ariston, in questa edizione del 2026, rappresenta quindi il coronamento di un ritorno alla ribalta che ha pochi eguali, con il pubblico dell'Ariston che, al termine dell'esibizione, gli ha tributato un applauso lungo e sentito, suggellando un legame che va al di là della competizione e che lo consacra come interprete capace di parlare a un pubblico trasversale, unendo la tradizione della canzone melodica italiana alla nuova linfa dei consumi musicali digitali. La standing ovation e le lacrime sul palco resteranno, indipendentemente dalla classifica finale, una delle immagini più forti e sincere di questa settantaseiesima edizione del Festival.




