Il gala olimpico del pattinaggio, Kostner apre lo show e Malinin torna sul ghiaccio dopo la delusione

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il sipario calato sulle gare, con i verdetti e le polemiche che inevitabilmente accompagnano ogni competizione che si rispetti, lascia spazio alla pura essenza dello spettacolo. Accade puntualmente, al termine di ogni grande rassegna internazionale, e l’appuntamento con il gala olimpico in programma stasera alla Milano Ice Skating Arena – in onda dalle 20 alle 22,30 – non fa eccezione: il ghiaccio cessa di essere quel tribunale severo che giudica ogni minimo errore tecnico per trasformarsi in un palcoscenico libero da costrizioni, dove la narrazione affidata alle coreografie, spesso irriverenti o malinconiche, prende il sopravvento. Sarà l’italianissima Carolina Kostner, ormai da tempo ritiratasi dall’agonismo ma sempre presenza fissa e amatissima in contesti come questo, ad aprire le danze con un’esibizione che rappresenta una sorta di ideale trait d’union tra il pubblico di casa e le stelle internazionali del pattinaggio -3. La sua partecipazione, d’altronde, non stupisce più di tanto: Kostner è infatti ufficialmente nel ruolo di assistant coach per il giapponese Yuma Kagiyama, medaglia d’argento in questa rassegna a cinque cerchi, e la sua figura – ormai stabilmente integrata nello staff tecnico del nipponico – continua a tessere trame raffinate sul ghiaccio, anche se non più da protagonista in gara -4-9.

E a proposito di protagonisti mancati, l’attenzione – inevitabilmente – è calamitata da Ilia Malinin, il giovane fuoriclasse americano che a Milano ha vissuto quella che si può definire, senza timore di iperbole, la notte più amara della sua carriera. Definito il “Quad God” per la sua inarrivabile capacità di eseguire salti quadrupli con una facilità che rasenta l’assurdo, il ventunenne è arrivato al Forum di Assago con i favori del pronostico talmente schiaccianti da far sembrare la conquista dell’oro una mera formalità. E invece, come talvolta accade nello sport – e il pattinaggio artistico, si sa, è disciplina spietata – il copione si è ribaltato in modo drammatico: due cadute rovinose nel programma libero, un’espressione persa e quell’ottavo posto finale che sa di batosta epocale, con il kazako Mikhail Shaidorov a raccogliere un Titolo insperato -7-10. Per Malinin, che pure aveva già assaporato la gioia di un oro olimpico nella gara a squadre, la sconfitta individuale è stata un colpo durissimo, una di quelle ferite che lasciano il segno e che lui stesso, in un lungo e toccante messaggio affidato ai social, ha descritto come una battaglia invisibile contro l’odio online e la pressione insormontabile che ti si accumula dentro fino a provocare un inevitabile crollo -1-5.

Il ritorno sul ghiaccio di Malinin e le emozioni degli altri big

E allora, proprio per questo, il gala di stasera assume per Malinin una valenza quasi catartica, al di là dell’indubbio richiamo mediatico che la sua presenza garantisce. Tornerà a pattinare in quella stessa arena che l’ha visto naufragare miseramente, ma lo farà in un contesto in cui nessuno gli chiederà conto del punteggio o della pulizia dei suoi celebri quadrupli axel. Sarà l’occasione per ritrovare quel contatto con il pubblico – e forse con sé stesso – che le competizioni, con la loro rigidità, talvolta finiscono per offuscare. Lo faranno, come lui, anche molti altri campioni reduci da questi Giochi, a partire dalla nuova regina giapponese Kaori Sakamoto, che pure ha deluso le attese nel singolo mancando la vittoria finale ma che nella serata di gala potrà dare libero sfogo alla sua innata eleganza e a quella capacità di ammaliare la platea con interpretazioni raffinate, come quella già vista nei giorni scorsi su A Million Dreams di Pink -1. Con lei, naturalmente, ci sarà Kagiyama, allievo della Kostner, che proverà a sciogliersi dalla tensione che gli ha fatto macchiare il libero con una caduta, impedendogli forse di lottare per l’oro -7.

E non mancheranno gli azzurri, chiamati a regalare l’ultimo brivido al pubblico di casa: Sara Conti e Niccolò Macii, reduci da una prova altalenante e da qualche tensione interna nel concorso delle coppie, sono attesi a un’esibizione che sulle note della Macarena promette di trascinare il palazzetto in un’atmosfera decisamente più leggera e scanzonata rispetto a quella vissuta in gara -1. Con loro, a rappresentare il pattinaggio italiano, ci saranno anche gli altri membri della squadra che hanno contribuito alla bellissima medaglia di bronzo nel team event, un risultato storico che questi Giochi di Milano-Cortina difficilmente potranno dimenticare. Per tutti loro, così come per il pubblico che gremirà gli spalti, questa serata rappresenta il classico momento di festa post-olimpica, l’ultimo inchino prima che i riflettori si spengano definitivamente sui Giochi invernali del 2026. Un’occasione, insomma, per riscrivere con la grazia di una pirouette o la potenza di un salto l’ultima pagina di un capitolo che, per alcuni, è stato esaltante e, per altri – come Malinin – doloroso, ma che merita comunque di essere chiuso con un sorriso, anche se a fatica.

Il richiamo dell’Appennino: un altro gala con Kostner a marzo

Se Milano celebra l’olimpiade, l’Appennino reggiano si prepara intanto ad accogliere la stessa Kostner in una veste più raccolta ma non per questo meno significativa. Il palaghiaccio di Cerreto Laghi, infatti, dopo sette lunghi anni di chiusura per ristrutturazione, ha riaperto i battenti lo scorso Natale e per suggellare questa nuova vita ha organizzato per il 6 marzo un grande spettacolo dal titolo “Emozioni sul ghiaccio” -2. Ospite d’onore della serata, in programma alle 21, sarà proprio Carolina Kostner, che con la sua classe e il suo carisma è destinata a catalizzare l’attenzione di appassionati e curiosi. Non sarà la solita esibizione fine a sé stessa: per la val Badia, infatti, vedere la campionessa pattinare su quella pista – e chissà che non lo faccia magari anche in ladino, come lascia intendere qualche suo commento raccolto in questi giorni – rappresenta un ritorno alle radici e un’opportunità unica per valorizzare un impianto che torna a vivere -2. Una serata che si preannuncia intima e suggestiva, lontana dai riflettori olimpici ma altrettanto intensa, capace di unire lo sport alla montagna in un connubio che in Italia, si sa, funziona da sempre.

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