Il dramma di Ilia Malinin: la pressione olimpica tradisce il favorito, oro al kazako Shaidorov
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Redazione Sport
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C’è un silenzio, talvolta, che nei palazzetti dello sport fa più rumore di qualsiasi boato. È accaduto anche ieri sera alla Milano Ice Skating Arena, quando il fenomeno atteso, colui che aveva sfidato e riscritto le leggi della fisica con il suo quadruplo Axel, è improvvisamente ridiventato umano. Ilia Malinin, il ventunenne statunitense che aveva dominato le scene mondiali del pattinaggio di figura negli ultimi tre anni, si è spento sotto il peso di una serata che doveva essere la sua incoronazione e si è trasformata, invece, in un incubo di ghiaccio. Il super favorito per la medaglia d’oro, colui che era giunto all’appuntamento a cinque cerchi forte di un vantaggio tecnico abissale sugli inseguitori, ha chiuso la sua Olimpiade individuale in lacrime, con un ottavo posto che sa di terremoto sportivo -2-9.
Eppure, l’inizio lasciava presagire ben altro copione. In testa dopo il programma corto con un rassicurante margine di cinque punti sul giapponese Yuma Kagiyama, Malinin era sceso in pista per il libero con la consapevolezza di chi quel salto, il quadruplo, lo padroneggia come nessun altro. Ma la tensione, quella sottile e invisibile compagna dei Giochi, deve avergli giocato un brutto scherzo. Dopo un avvio incoraggiante, ecco i primi errori, poi le cadute - due quelle più rovinose - che hanno mandato in frantumi il sogno e costretto il pubblico, tra cui la ginnasta Simone Biles accorsa per sostenerlo, a un silenzio attonito e incredulo -2-10. Nel suo libero, il cosiddetto quad god è riuscito a completare solo una parte dei sette salti previsti, e il punteggio di 156.33 punti nell’ultimo segmento lo ha risucchiato in classifica, lontanissimo dal podio -9-10.
“Tutta la pressione, tutti i media”, ha provato a spiegare Malinin a caldo, con la voce rotta dall’emozione e lo sguardo ancora perso nel vuoto di chi non si capacita dell’accaduto. “Sto ancora cercando di capire cosa sia successo di preciso, ma so che è finita e non posso cambiare il risultato” -9. Un’analisi onesta e spiazzante, che ha escluso alibi tecnici, se non un fugace e subito ritrattato accenno alle condizioni del ghiaccio, per concentrarsi sul nodo vero: la testa. “Il nervosismo era semplicemente troppo, tanti pensieri negativi mi si sono affollati dentro la testa e non sono riuscito a gestirli” -1.
L’ascesa inattesa di Shaidorov e il podio tutto giapponese
Se Malinin affondava, qualcuno era pronto a raccoglierne l’eredità sul gradino più alto del podio. Il kazako Mikhail Shaidorov, ventunenne anche lui alla sua prima esperienza olimpica, ha pattinato un libero da antologia, quello che lui stesso ha definito il programma della vita -3-6. Con salti puliti, potenti e un coraggio da vendere, ha approfittato del blackout del favorito e si è preso la scena, firmando un’esecuzione da 198.64 punti che gli è valsa l’oro con un totale di 291.58. Una vittoria storica per il Kazakistan, che torna a vincere l’oro in una disciplina invernale a distanza di trentadue anni dall’impresa del fondatore Vladimir Smirnov a Lillehammer -6.
Dietro di lui, a completare un podio che profuma di Oriente, due giapponesi. Yuma Kagiyama, già argento a Pechino 2022, ha dovuto lottare con la tensione - anche per lui una caduta nel libero - ma la sua esperienza e il supporto del team, dove figura Carolina Kostner, gli hanno permesso di limitare i danni e conquistare l’argento -2-3. La vera sorpresa, se così si può definire in una serata di sorprese continue, è stato il bronzo di Shun Sato. Il nipponico, che forse aveva già accantonato le speranze di medaglia, si è visto materializzare un podio insperato proprio grazie al tracollo dello statunitense, strappando un terzo posto che profuma di beffa e rivalsa al tempo stesso -2.
La notte nera dei grandi: da Adam Siao Him Fa a Daniel Grassl
La scia di errori e tensione, del resto, non ha risparmiato altri big della disciplina. Il francese Adam Siao Him Fa, doppio campione europeo e terzo dopo il corto con un programma dedicato a Leonardo, ha visto sfumare le sue ambizioni nel libero ispirato a Michelangelo. Errori in apertura lo hanno fatto scivolare in settima posizione, alle spalle di un Malinin a sua volta a pezzi, ma con la magra consolazione di precederlo in classifica -2-10.
Serata amara, seppur per ragioni diverse, anche per i colori azzurri. Daniel Grassl, quarto dopo il programma corto e in piena corsa per un risultato di prestigio, ha pagato a caro prezzo una condizione fisica precaria, complice una intossicazione alimentare che ne ha limitato le forze -1. Nonostante la volontà di gareggiare, il libero è stato al di sotto delle aspettative e lo ha chiuso in nona posizione, davanti all’americano per un soffio ma con l’amaro in bocca per un’occasione persa. Quindicesimo, invece, l’altro azzurro Matteo Rizzo -1-3.
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Description: Ilia Malinin crolla alla prova olimpica: due cadute nel libero lo relegano all'ottavo posto. Trionfo del kazako Shaidorov, giapponesi d'argento e bronzo. La cronaca della finale maschile di pattinaggio di figura a Milano Cortina 2026.




