Siria, Damasco annuncia la tregua a Suwayda ma Israele accusa: "Al-Jolani finanzia i jihadisti"
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Redazione Esteri
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Mentre la Siria proclama un cessate il fuoco nella provincia meridionale di Suwayda, dove gli scontri tra milizie beduine, gruppi armati drusi e forze governative hanno lasciato centinaia di vittime, Tel Aviv lancia l’allarme sul presunto sostegno del leader di Hts, Abu Mohammad al-Jolani, a cellule jihadiste attive nell’area.
Ahmed al-Sharaa, autoproclamatosi presidente ad interim a fine gennaio, ha definito «immediato e totale» l’accordo raggiunto dopo giorni di violenze che hanno trasformato la regione in un campo di battaglia etnico e politico. «Lo Stato siriano si impegna a proteggere tutte le minoranze», ha dichiarato al-Sharaa, riferendosi anche alla consistente presenza cristiana a Suwayda, dove gli scontri hanno causato oltre 700 morti e 80.000 sfollati in una sola settimana.
Ma la tregua, per quanto necessaria, sembra già mostrare crepe. Nonostante l’annuncio, i combattimenti tra clan beduini sunniti e miliziani drusi — questi ultimi sostenuti da Israele — non si sono placati. A Süweidâ, città simbolo della resistenza drusa, i gruppi tribali sunniti hanno preso il controllo di diversi quartieri, catturando numerosi affiliati al clan dello sceicco al-Hijri, legato a doppio filo con Tel Aviv.
Se Damasco punta a presentarsi come garante della stabilità, le accuse israeliane complicano il quadro. Fonti di sicurezza israeliane sostengono che Al-Jolani, a capo di Hayat Tahrir al-Sham, stia inviando armi e finanziamenti a cellule jihadiste nella regione, alimentando il caos. Un’ipotesi che, se confermata, rischierebbe di minare ogni sforzo diplomatico, riaccendendo tensioni che vanno ben oltre i confini siriani.
Intanto, la crisi umanitaria si aggrava. Oltre agli sfollati, si contano interi villaggi distrutti e infrastrutture civili ridotte in macerie. Le Nazioni Unite hanno richiesto corridoi sicuri per gli aiuti, ma finora gli accessi rimangono limitati, mentre le milizie continuano a disputarsi il controllo del territorio.




