Byd, al Salone di Pechino la sfida europea passa per la spider Denza Z e la Atto 3 “cresciuta”

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Pechino, ancora una volta, si conferma il palcoscenico dove il gigante cinese dell’auto, Byd, sceglie di riscrivere le regole di un mercato, quello dei “big” europei, tradizionalmente dominato da marchi occidentali. In una rassegna che, per estensione e numero di anteprime mondiali – oltre centottanta secondo gli organizzatori – non ha eguali sul pianeta, l’azienda guidata (a livello strategico) da Stella Li ha optato per una strategia chiara e a tutto tondo: non più solo modelli popolari o a basso costo, ma un’offerta che invade i segmenti premium e del lusso, dove la potenza, il design italiano e la velocità diventano le armi di seduzione principali.

Se c’è un’auto capace di racchiudere questa ambizione, quella è la Denza Z. E non si tratta, nei fatti, di una semplice supercar: la si può definire una spider dal tetto morbido retrattile, impreziosita dal tratto di un team globale di design guidato da Wolfgang Egger (lo stesso che ha lasciato il segno in Alfa Romeo). La vettura, spinta da una potenza che supera i mille cavalli, è una sfida diretta ai competitor europei, storicamente maestri nel settore delle coupé e delle convertibili ad alte prestazioni. Accanto a lei, a fare da contraltare tecnologico, c’è la Yangwang U9 Xtreme, una vettura che l’azienda definisce “la più veloce al mondo” e che incarna, allo stato puro, la volontà di scardinare ogni record di velocità detenuto finora dalle case occidentali.

L’assalto al Vecchio Continente e la nuova ammiraglia di famiglia

Ma la vera notizia, per chi osserva il mercato italiano ed europeo, riguarda i modelli di largo consumo. Nel mare magnum delle novità spicca la terza generazione della Byd Atto 3, quella che da noi si è già fatta conoscere come crossover compatto. Oggi, però, le sue proporzioni sono cambiate radicalmente: è cresciuta di oltre venti centimetri, arrivando a una lunghezza di 4,66 metri. Un salto dimensionale, questo, che la sposta di fatto in un altro segmento, dotandola di un vano di carico anteriore da 101 litri e di linee moderne battezzate con il nome stilistico “Loong Face” (faccia di drago), dove spiccano fari affilati e maniglie a filo della carrozzeria.

Non solo la Atto 3. Per il mercato globale, e in particolare per quello europeo dove il marchio cerca costantemente di scalare le classifiche, Byd ha schierato le nuove ammiraglie “Ocean”: la berlina Seal 08 e il Suv Sealion 08. Quest’ultimo, in particolare, è un colosso lungo oltre 5,11 metri, capace di ospitare sei passeggeri su tre file di sedili indipendenti, con finiture che strizzano l’occhio al lusso (sedili massaggianti, touchscreen e regolazioni elettriche). Sono loro, insieme alla crossover rinnovata, i veri cavalli di battaglia per convincere le famiglie europee ad abbandonare i diesel tradizionali.

Tecnologia Flash e il cinema a bordo della Ocean-V

Sotto la carrozzeria, ciò che accomuna questi modelli – dalla supercar alla vettura per la famiglia – è il cuore tecnologico. Byd punta tutto sulla "Flash charging" abbinata alla batteria Blade di seconda generazione; una tecnologia che promette ricariche ultrarapide (completando il pieno in soli nove minuti) e che, secondo le dichiarazioni raccolte al salone, verrà supportata da una capillare rete di colonnine. Nei fatti, il costruttore cinese sta cercando di demolire l’ultima barriera psicologica all’acquisto dell’elettrico: l’ansia da ricarica e i tempi morti.

C’è poi un’altra concept, la Ocean-V, che forse più di ogni altra fotografia il futuro immaginato dall’azienda. Non si tratta di un’auto tradizionale: la definizione “cubo abitativo mobile” calza a pennello per un abitacolo che, con un semplice comando, trasforma il volante in un elemento scomparso nella plancia e fa emergere uno schermo cinematografico. Una sorta di salotto tecnologico su ruote, dove persino le luci a forma di medusa sono staccabili per essere usate fuori dall’auto, durante un campeggio. È evidente, insomma, che per Byd il concetto di mobilità non si esaurisce più nello spostamento da A a B, ma diventa esperienza immersiva totale.

Il momento perfetto per dimostrare le innovazioni

A dare il ritmo a questa operazione di rilancio ci ha pensato, direttamente dai padiglioni della rassegna cinese, la number one del gruppo: “Il Salone dell’auto di Pechino – ha sottolineato la vicepresidentessa esecutiva dell’azienda – è il momento perfetto per la Byd per dimostrare le nostre tecnologie innovative e la differenza che possono fare per i nostri veicoli e i nostri clienti”. Un messaggio chiaro che fa da spartiacque: se un tempo si diceva che i cinesi copiavano, oggi è la Byd a imporre lo standard, forte di una produzione interna (dalle batterie ai chip) che la rende meno vulnerabile rispetto ai competitor storici.

La sfida, a questo punto, si giocherà su due fronti. Da un lato, la percezione del marchio: convincere l’automobilista europeo, abituato a marchi come Volkswagen o Renault, che l’affidabilità e il lusso possono avere una bandiera cinese. Dall’altro, la battaglia sui numeri puri: con una Denza Z che accelera da 0 a 100 in meno di due secondi e una gamma di Suv famigliari che crescono di prezzo ma anche di dotazioni, Byd non chiede più un prestito per entrare nella Lega dei costruttori storici. Li vuole semplicemente sostituire, uno dopo l’altro, partendo proprio dal loro terreno di caccia preferito: il vecchio continente.

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