Denza D9, la monovolume di lusso che macina 210 km in elettrico: ecco l’ibrida che sfida i tedeschi
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Quando si possiede un vantaggio tecnico come la motorizzazione Super Hybrid, diventa quasi obbligatorio montarlo su modelli che, per loro natura, sono destinati al viaggio su lunghe distanze. Ed ecco che Denza, il marchio premium di BYD, ha deciso di equipaggiare la sua prima monovolume – la D9 – con il noto sistema plug-in, il quale va ad affiancarsi alla variante completamente elettrica già presente sul mercato. La presentazione, avvenuta in grande stile all'Opéra Garnier di Parigi, ha sancito l’arrivo in Europa di questo imponente veicolo a sette posti, un segmento, quello delle ammiraglie per famiglie e executive, storicamente dominato dai costruttori tedeschi e nipponici.
Autonomia da record e una ricarica che impressiona
L’elemento che maggiormente caratterizza questa variante ibrida, a differenza della sorella full electric, risiede nella sua libertà d’uso. Il sistema DM-i (Dual Mode Intelligent) abbina un motore a benzina 1.5 turbo da 120 cavalli a una coppia di unità elettriche (231 CV all’anteriore e 61 CV al posteriore) per una potenza complessiva di 353 CV e trazione integrale. Tuttavia, il dato che lascia senza fiato – e che rappresenta il vero cavallo di battaglia – è l’autonomia: grazie a una batteria Blade LFP da 58,5 kWh, la D9 è in grado di percorrere fino a 210 chilometri senza consumare una goccia di benzina (ciclo WLTP), un valore che la pone ai vertici della categoria dei plug-in. Con il serbatoio pieno, l’autonomia totale raggiunge i 950 chilometri. Non finisce qui: la tecnologia "Flash Charging" proprietaria supporta una potenza di ricarica in corrente continua fino a 559 kW, un dato che consente di passare dal 10% al 70% della batteria in soli cinque minuti, raggiungendo il 97% in meno di dieci minuti.
Un abitacolo da salotto volante: tra lusso e tecnologia
Salendo a bordo, ci si rende conto che il lusso, per Denza, non è solo una questione di materiali pregiati, ma di funzionalità pensata per ogni occupante. Lo si nota fin dalla seconda fila, dove troviamo i sedili "Air Spa" a gravità zero: questi ultimi offrono una reclinazione fino a 152 gradi, un massaggio a 16 punti, ventilazione e un sistema di ricarica wireless integrato. Persino i passeggeri della terza fila non vengono trascurati, beneficiando di sedili riscaldati e regolabili elettricamente. L’ambiente è dominato da un vero e proprio ecosistema digitale: un display centrale da 15,6 pollici gestisce l’infotainment, affiancato da uno schermo da 10,25 pollici per il passeggero anteriore e da monitor da 12,8 pollici montati sugli schienali anteriori per l’intrattenimento posteriore. A completare il quadro, un impianto audio firmato Devialet con 16 altoparlanti e un frigorifero intelligente da 7,5 litri, posizionato tra i sedili anteriori, che può raffreddare da -6°C o riscaldare fino a 50°C.
L’offensiva europea di Denza e la sfida alla premium class
Il debutto di questo marchio, nato inizialmente come joint venture tra BYD e Mercedes-Benz e ora interamente controllato dal colosso cinese, rappresenta un momento di svolta per il Vecchio Continente. Non si tratta di un esperimento, ma di un’offensiva commerciale strutturata: al fianco della station wagon sportiva Z9GT, la monovolume D9 DM-i è il secondo pilastro di una strategia che mira a sottrarre quote di mercato ai marchi storici. Denza ha già annunciato una rete capillare che prevede oltre 150 punti vendita in 30 Paesi europei entro la fine del 2026, includendo ovviamente l’Italia, dove il modello sarà disponibile negli allestimenti Elegance e Ultimate. Se un tempo i costruttori asiatici si limitavano a osservare o a replicare i progetti europei, oggi, con mezzi come questa D9 – capace di offrire un’autonomia elettrica superiore a molte city car pur mantenendo le dimensioni di una vera ammiraglia – la musica è decisamente cambiata.




