Tavolo moda, Urso annuncia misure per filiera e contrasto al caporalato

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha delineato un pacchetto di interventi a sostegno del comparto, nel corso della riunione del Tavolo della moda tenutasi al Mimit. “Stiamo lavorando per rafforzare gli strumenti a supporto delle filiere e degli investimenti in innovazione”, ha dichiarato il ministro, sottolineando come l’obiettivo sia quello di consolidare una catena del valore che, pur eccellente, affronta sfide complesse.

Le misure finanziarie e gli incentivi previsti

Il piano, che si articola su più fronti, punta a facilitare gli investimenti delle aziende, con una particolare attenzione alla dimensione media delle imprese del settore. Oltre al nuovo piano Transizione 5.0, operativo dal primo gennaio con procedure definite semplici e automatiche, il ventaglio di strumenti include i contratti di sviluppo e i mini-contratti di sviluppo, questi ultimi concepiti per essere maggiormente calzanti alla realtà produttiva della moda italiana. A ciò si aggiungono il rafforzamento del Fondo di Garanzia per le pmi, la Nuova Sabatini e misure dedicate alla valorizzazione della filiera delle fibre tessili naturali e di quelle provenienti da processi di riciclo. È stato infine menzionato un potenziamento del credito d’imposta per i campionari, confermato al 10%.

La questione normativa: contrasto al caporalato e lavoro nero

Un capitolo di assoluta priorità, emerso con forza durante l’incontro, riguarda la lotta ai fenomeni illegali che minano la reputazione del Made in Italy. “Dobbiamo lavorare insieme per contrastare in modo più efficace caporalato e lavoro nero”, ha ammonito Urso, proponendo un confronto immediato per giungere a una soluzione normativa più organica ed efficace di quella inizialmente inserita nel Ddl Pmi. L’intenzione è di pervenire a un testo condiviso nel giro di pochi giorni, segnale di un’urgenza dettata anche da recenti fatti di cronaca nera che hanno visto le forze dell’ordine impegnate in inchieste su sfruttamento lavorativo in alcuni distretti, episodi che hanno riacceso i riflettori sulle criticità di una parte dell’indotto.

Il contesto competitivo e le prospettive

La riunione del Tavolo, dopo alcuni rinvii tecnici, si è svolta in un momento di pressione per il settore, stretto tra gli effetti del caro-energia, l’incognita dei dazi statunitensi – in una fase in cui Donald Trump è di nuovo presidente degli Stati Uniti – e la concorrenza agguerrita delle piattaforme di ultra-fast fashion. Le misure illustrate, che includono anche l’esplorazione di un prelievo green accanto alla discussa tassa anti-fast fashion, mirano a creare un ambiente più protetto e competitivo per le imprese italiane, sostenendone gli sforzi di innovazione e di etica produttiva.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.