Raid Usa nello Stretto di Hormuz, Teheran: “Risponderemo a ogni aggressione”

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La tensione tra Stati Uniti e Iran è tornata a salire dopo un mese di relativa calma, con l’aviazione americana che ha condotto attacchi mirati nella zona dello Stretto di Hormuz, colpendo obiettivi riconducibili ai Guardiani della rivoluzione islamica. Le esplosioni, segnalate dalla televisione di stato iraniana, hanno interessato la città portuale di Bandar Abbas e l’isola di Qeshm, due punti strategici per il controllo delle rotte marittime del Golfo Persico.

Fonti statunitensi, citate dal sito Axios, hanno confermato l’operazione, definendola un’azione diretta contro infrastrutture militari iraniane, in un quadro di crescente frizione che rischia di vanificare ogni tentativo di distensione diplomatica.

La reazione di Teheran e la minaccia di ritorsioni

La risposta dell’Iran non si è fatta attendere, con il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, che ha ribadito con fermezza la determinazione di Teheran a non tollerare quella che viene definita un’imposizione travestita da negoziato. “Gli americani hanno confuso il concetto di negoziazione con quello di imposizione – ha dichiarato Baghaei – e questo non funzionerà quando si tratta dell’Iran”.

Il portavoce ha poi sottolineato, in un passaggio rilanciato dai media locali, che le forze armate iraniane sono pronte a replicare a qualsiasi atto di aggressione, come del resto già dimostrato in recenti episodi di scontro diretto. Parole che trovano un riscontro nelle dichiarazioni del presidente Masoud Pezeshkian, intervenuto a margine del vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai in corso a Bishkek, in Kyrgyzstan, dove ha tracciato una linea chiara sulle condizioni per un eventuale ritorno alla calma.

Il vertice di Shanghai e l’appello al memorandum di Islamabad

Proprio dal palcoscenico internazionale del XXV vertice della Sco, che riunisce le delegazioni di Cina, India, Russia, Pakistan, Bielorussia, Kazakhstan, Tajikistan, Uzbekistan e naturalmente Iran e Kyrgyzstan, Pezeshkian ha lanciato un messaggio diretto all’amministrazione Trump. Il presidente iraniano ha posto l’accento sul memorandum d’intesa siglato a giugno scorso a Islamabad, un accordo poi naufragato tra accuse incrociate di violazioni, come ha ricordato nel suo intervento.

“Dico esplicitamente – ha affermato il capo di Stato – che se gli Stati Uniti torneranno a rispettare gli impegni assunti nell’ambito del memorandum d’intesa, la Repubblica islamica dell’Iran adotterà immediatamente misure reciproche”. Un’offerta condizionata che, nelle sue parole, si trasforma in un monito: le minacce americane, a suo avviso, rischiano di far saltare definitivamente qualsiasi spazio per la diplomazia, vanificando gli sforzi per porre fine a un conflitto che tiene in scacco l’intera regione.

Scenario militare e implicazioni strategiche nello Stretto di Hormuz

Le esplosioni di Bandar Abbas e Qeshm riportano l’attenzione su uno degli snodi marittimi più sensibili del pianeta, lo Stretto di Hormuz, attraverso cui transita una quota significativa del greggio mondiale. L’azione statunitense, focalizzata su obiettivi dei Guardiani della rivoluzione, rappresenta un’escalation significativa dopo settimane in cui gli scontri sembravano essersi attenuati.

La scelta di colpire in prossimità di un’area densamente popolata e militarmente presidiata, senza però provocare vittime tra i civili secondo le prime ricostruzioni, sembra studiata per inviare un segnale di forza senza tuttavia innescare una reazione incontrollabile.

Tuttavia, la fermezza mostrata da Teheran sia a livello politico che retorico, con il presidente Pezeshkian che rinnova la disponibilità al dialogo solo a fronte del rispetto integrale degli accordi, lascia intravedere una fase di stallo in cui ogni mossa militare rischia di allontanare ulteriormente la prospettiva di una soluzione negoziata, mentre la comunità internazionale osserva con preoccupazione l’evolversi di una crisi dai contorni sempre più incerti.

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