L'oro supera i massimi di due settimane spinto dalle attese sulla Fed
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Redazione Economia
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I prezzi dell'oro hanno infranto ogni indugio, portandosi stabilmente al di sopra della soglia dei 4.100 dollari per oncia e segnando così il loro livello più elevato da oltre due settimane e mezza. Questo slancio, che prosegue ormai da diverse sessioni, ha spinto il metallo giallo a toccare, durante le negoziazioni asiatiche, la fascia di 4.141-4.142 dollari, un traguardo che non si registrava dalla fine di ottobre. La spinta propulsiva, che si consolida per il quarto giorno su cinque, appare solida e ben motivata da una serie di fattori macroeconomici i quali, intrecciandosi, hanno creato un terreno fertile per gli investimenti in beni rifugio.
Il contesto macroeconomico che sostiene la corsa
A sostenere la corsa del metallo prezioso, il cui valore è spesso considerato un termometro dell'incertezza finanziaria, concorrono principalmente due elementi. Da un lato, persistono i timori per le ricadute economiche del più lungo shutdown della storia statunitense, un evento che, paralizzando una parte significativa della pubblica amministrazione, ha generato non poche apprensioni sugli equilibri della prima economia mondiale. Dall'altro, e in maniera forse più incisiva, operano le aspettative di un ulteriore taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, atteso da molti analisti già nel prossimo mese di dicembre; una mossa che, rendendo meno remunerativi gli asset denominati in dollaro, aumenta per contrasto l'attrattiva dell'oro, che non paga interessi.
La dinamica dei mercati e la resistenza del metallo
Nonostante un dollaro in ripresa, favorito proprio dalle notizie che lascerebbero intravedere una prossima riapertura del governo federale, la domanda di oro ha mostrato una notevole resilienza. Gli acquirenti, infatti, si sono dimostrati poco inclini a liquidare le posizioni che hanno consentito loro di realizzare guadagni significativi, come dimostra l'incremento, superiore al 2%, registrato nella sola giornata di lunedì. Questo atteggiamento denota una certa fiducia nel fatto che i fondamentali a supporto del metallo – primo fra tutti il probabile allentamento della politica monetaria della Fed – siano destinati a prevalere nel medio periodo sulla temporanea forza valutaria.
I livelli di prezzo e le prospettive immediate
Al centro dell'attenzione degli operatori rimane la coppia XAU/USD, la quale, al momento delle rilevazioni più recenti, veniva scambiata intorno ai 4.092 dollari, dopo aver toccato un massimo di tre settimane a 4.142,83 dollari. L'oro spot, con un rialzo dello 0,7%, ha dunque confermato la sua tendenza positiva, agganciando un momentum che sembra trascurare i occasionali rimbalzi del biglietto verde. La situazione, nel suo complesso, delinea un mercato che guarda con attenzione alle decisioni della banca centrale americana, le cui prossime mosse sono ormai il principale driver per gli investimenti nel settore dei metalli preziosi.




