L'oro riconquista i 4.000 dollari mentre il dollaro cede terreno

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il metallo giallo, dopo un periodo di stasi, sta vivendo una nuova fase ascendente, come dimostra il fatto che la coppia XAU/USD registri rialzi per il secondo giorno consecutivo. Questo slancio, che ha riportato le quotazioni al di sopra della importante soglia psicologica dei 4.000 dollari, è stato favorito da un concomitante indebolimento del biglietto verde. L'indice del dollaro statunitense, infatti, ha abbandonato i massimi toccati nelle settimane precedenti, trovando un ostacolo nel calo della domanda di beni rifugio, a sua volta determinato da un'atmosfera generale sui mercati meno pessimistica di quella che aveva caratterizzato i periodi immediatamente antecedenti.

La spinta propulsiva dei dati macroeconomici

A dare una spinta propulsiva all'oro, oltre al dollaro in affanno, sono stati i recenti dati sul mercato del lavoro statunitense, i quali hanno segnalato una certa debolezza, alimentando di conseguenza le attese degli operatori per un nuovo intervento della Federal Reserve. Le aspettative di un taglio dei tassi d'interesse, che si sono concretamente rafforzate, rendono il metallo prezioso, che non paga cedole, un'attrazione più interessante per una parte consistente degli investitori. A questo scenario, già di per sé complesso, si è aggiunto l'elemento di disturbo rappresentato dal protrarsi dello shutdown governativo, un evento che, privando gli analisti del flusso regolare di dati ufficiali, getta un'ombra di incertezza sulle reali condizioni economiche del paese e spinge qualcuno a cercare protezione in asset tradizionalmente considerati sicuri.

La sfida tecnica dei 4.045 dollari

Dal punto di vista grafico, l'oro si trova ora a testare una resistenza tecnica di notevole importanza, collocata nell'area dei 4.045 dollari, che corrisponde grosso modo al limite superiore del range di trading nel quale il prezzo si è mosso nelle ultime due settimane. Il superamento di questo livello, che in gergo viene definito uno "scoprio", potrebbe aprire la strada a ulteriori guadagni nel breve termine, mentre un suo mancato superamento potrebbe condannare il metallo a una nuova fase di lateralità. La volatilità, che è sempre dietro l'angolo in simili circostanze, rimane un fattore con il quale gli operatori devono costantemente fare i conti, soprattutto in un contesto macroeconomico dove i segnali appaiono contrastanti e le politiche monetarie sono oggetto di un scrutinio particolarmente attento da parte di tutti.

Il quadro generale per il metallo giallo

Il quadro che ne risulta per l'oro appare dunque positivo, sebbene non privo di elementi di criticità che ne potrebbero condizionare l'andamento futuro. La combinazione di un dollaro che non mostra più la forza dei mesi scorsi e di un calo dei rendimenti dei titoli di stato, favorito proprio dalle attese di un allentamento della politica monetaria, continua a costituire un vento favorevole per le quotazioni del bene rifugio per eccellenza. Ciò non toglie che la direzione intrapresa dai mercati finanziari globali, la cui evoluzione è strettamente legata alle decisioni che verranno assunte dalle principali banche centrali, resti un fattore determinante per capire quale sarà la prossima mossa di un metallo che, dopo aver toccato livelli storicamente elevati, sembra aver ritrovato un nuovo slancio.

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