Marah, la 20enne palestinese morta a Pisa: nessun reato, il corpo potrà essere sepolto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura di Pisa ha escluso la presenza di reati nella morte di Marah Abu Zhuri, la ventenne palestinese deceduta il 15 agosto all’ospedale di Cisanello, dove era stata ricoverata due giorni prima dopo essere arrivata da Gaza con un volo umanitario organizzato dal governo italiano. "In questa vicenda non ravvisiamo alcun reato e per questo non abbiamo disposto l’autopsia", ha dichiarato all’ANSA la procuratrice Teresa Angela Camelio, aggiungendo che è già stato concesso il nulla osta per la sepoltura.

La giovane, evacuata dalla 46ª brigata aerea nell’ambito di un’operazione di soccorso sanitario, presentava condizioni critiche al momento dell’arrivo. Gli esami medici, come riferito dai sanitari, avevano escluso una leucemia – ipotesi inizialmente avanzata – ma non erano stati completati ulteriori accertamenti a causa del repentino aggravarsi delle sue condizioni. "Non c’è stato il tempo di approfondire", hanno spiegato fonti ospedaliere, lasciando aperte domande sulle cause effettive del decesso.

Intanto, si è definito il destino della salma: Marah sarà sepolta in Italia, come confermato dall’imam di Pisa Mohammad Khalil dopo un incontro in prefettura con la madre della ragazza e il prefetto Maria Luisa D’Alessandro. Resta da decidere il luogo, con Pisa e San Giuliano Terme – il cui sindaco Matteo Cecchelli si è subito reso disponibile – in prima linea per ospitare la tomba.

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