Novara, lavoratori McQueen in corteo contro i licenziamenti
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Redazione Economia
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A Novara circa 300 lavoratori e sindacalisti hanno sfilato in corteo per protestare contro i licenziamenti annunciati dal marchio d’alta moda Alexander McQueen, parte del gruppo Kering. La manifestazione ha richiamato l’attenzione sui 38 dipendenti dello stabilimento locale che rischiano di perdere il posto di lavoro, mentre il brand aveva già comunicato in marzo la riduzione complessiva di 54 famiglie tra le sedi italiane di Scandicci, Parabiago e Novara. I partecipanti hanno esposto cartelli con simboliche forbici a tagliare la scritta “54 famiglie”, sottolineando la gravità della situazione.
Proteste e richieste dei lavoratori
Il corteo, organizzato da Filctem Cgil, Uiltec Uil e Femca Cisl Piemonte orientale, ha attraversato le vie principali di Novara chiedendo strumenti concreti per tutelare i dipendenti. Tra le richieste spiccano ammortizzatori sociali, ricollocamenti e uscite volontarie incentivate, con l’obiettivo di garantire dignità e rispetto a chi rischia di rimanere senza lavoro. Alla manifestazione ha partecipato anche una delegazione del Consiglio comunale e il corteo si è fermato davanti alla sede locale di Confindustria per un sit-in di protesta, evidenziando la frustrazione per la mancanza di dialogo da parte del gruppo Kering.
Lo sciopero in Italia del gruppo Kering
Parallelamente, a Scandicci circa duemila manifestanti hanno partecipato alla giornata di sciopero indetta da Filctem-Cgil, Femca Cisl e Uiltec per contestare i licenziamenti annunciati da Alexander McQueen e tutelare i lavoratori di tutto il gruppo Kering. L’adesione agli scioperi nelle diverse sedi italiane ha raggiunto percentuali comprese tra il 70 e il 100%, a testimonianza della preoccupazione diffusa per gli esuberi. I sindacati hanno sottolineato il rifiuto di un confronto su eventuali riallocazioni e ammortizzatori sociali, denunciando la decisione unilaterale dell’azienda.
Impatto sul territorio e sull’indotto
Le tensioni coinvolgono anche il Valdarno, dove sono presenti stabilimenti collegati al gruppo Kering, tra cui il brand principale Gucci, e l’indotto diretto e indiretto legato alle produzioni di lusso. Il rischio di perdita di posti di lavoro si estende oltre i dipendenti diretti, con conseguenze economiche significative sul territorio. Il gruppo Kering, pur difendendo la decisione sugli esuberi come non procrastinabile e indipendente dal piano industriale, si trova a gestire una forte mobilitazione che mette in luce l’urgenza di strumenti concreti per accompagnare i lavoratori in uscita.




