Emanuela Orlandi, smontata la pista del "fascicolo Vaticano" e delle "spese per Londra"
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Redazione Interno
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La scomparsa di Emanuela Orlandi, uno dei misteri più intricati e controversi della storia recente, è stata alimentata da ipotesi che spaziano dalla "tratta delle bianche" alle "sette sataniche". Tuttavia, secondo Costanzo Alessandrini, ex vice del comandante della Gendarmeria vaticana sotto Domenico Giani, si tratta di un "fatto di cronaca nera" avvenuto tragicamente a Roma, come tanti altri. Alessandrini ha smentito qualsiasi coinvolgimento della Gendarmeria Vaticana nel caso Orlandi, sottolineando che non vi sono mai state indagini ufficiali da parte loro.
Durante un'audizione presso la Commissione bicamerale d'inchiesta sulle scomparse di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi, presieduta dal senatore Andrea De Priamo, Alessandrini ha affrontato temi cruciali, tra cui la cosiddetta "tratta delle bianche" e il ruolo del criminale Enrico De Pedis. Ha negato il coinvolgimento operativo della Gendarmeria vaticana nelle indagini dell'epoca, affermando che non potevano effettuare intercettazioni. Inoltre, ha dichiarato che la presunta trattativa tra la Procura di Roma e il Vaticano non è mai esistita.
Alessandrini ha anche commentato che, se a scomparire fosse stata una ragazza di Pietralata, non se ne parlerebbe più. Questa affermazione mette in luce come il caso Orlandi sia stato amplificato da una serie di fattori mediatici e simbolici, piuttosto che da elementi concreti di indagine. La pista della "tratta delle bianche" e la tomba di De Pedis sono state spesso al centro delle speculazioni, ma Alessandrini ha ribadito che non vi sono prove concrete a supporto di queste teorie.
Il caso di Emanuela Orlandi rimane avvolto nel mistero, con molte domande ancora senza risposta.




