Fine vita, l’associazione Coscioni deposita 15mila firme per la legge regionale in Lombardia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il prossimo 15 settembre l’Associazione Luca Coscioni depositerà presso il Consiglio regionale della Lombardia le firme raccolte a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi subito”, che mira a garantire tempi e procedure certi per la verifica delle condizioni e l’attuazione del suicidio medicalmente assistito. Sono oltre 15.000 le sottoscrizioni raccolte, a fronte delle 5.000 necessarie per presentare la proposta: più del triplo della soglia prevista dalla legge.

Il caso di Domenico Zuccarella e i tempi della procedura

Il deposito delle firme arriva all’indomani della morte di Domenico Zuccarella, 59 anni, di Giussano, affetto da sclerosi multipla secondariamente progressiva, deceduto il 25 agosto dopo aver ottenuto l’assistenza del Servizio sanitario regionale lombardo per il suicidio medicalmente assistito.

Si tratta del primo caso in Lombardia interamente gestito dal servizio pubblico, che ha organizzato l’intera fase attuativa: non solo la verifica dei requisiti e la fornitura del farmaco, ma anche l’assistenza sanitaria, la strumentazione necessaria, l’individuazione del personale sanitario disponibile su base volontaria e del luogo nel quale procedere.

Zuccarella aveva presentato la richiesta all’ASST Ovest Milanese l’8 novembre 2025. Dalla domanda all’effettiva attuazione sono trascorsi 290 giorni, oltre nove mesi, nonostante le linee guida regionali del 13 maggio 2026 prevedano un termine massimo complessivo del procedimento di 145 giorni. Di fronte ai ritardi, il collegio legale dell’Associazione Luca Coscioni che lo assisteva, coordinato dall’avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’associazione, aveva presentato a fine maggio un ricorso d’urgenza al Tribunale.

Le parole dell'assessore Bertolaso e le reazioni politiche

La notizia è stata resa nota dall’Associazione Luca Coscioni e confermata dall’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso. L'assessore ha spiegato che la Regione non aveva dato notizia del caso per rispettare la volontà manifestata dal paziente, il quale aveva chiesto che la sua morte non venisse strumentalizzata e usata.

“Dal momento che altri hanno purtroppo deciso di rendere pubblica la vicenda – ha dichiarato Bertolaso – possiamo confermare che il percorso si è svolto nel pieno rispetto delle procedure previste dalle indicazioni regionali e in osservanza dei principi stabiliti dalle pronunce della Corte costituzionale”.

Sul caso si è acceso il dibattito politico. Matteo Forte, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e relatore della pregiudiziale di costituzionalità approvata dal Consiglio regionale nel novembre 2024, ha criticato le linee guida emanate dall’assessorato al Welfare, sostenendo che queste non rifletterebbero pienamente l’indirizzo politico espresso dall’aula.

Il centrosinistra, attraverso le voci del capogruppo del Partito Democratico Pierfrancesco Majorino e del capogruppo del Movimento 5 Stelle Nicola Di Marco, ha invece sollecitato il centrodestra a uscire dall’ambiguità sul tema, chiedendo una legge nazionale o, in assenza di questa, una legge regionale.

Una lunga attesa e il ricorso al Tribunale

Dagli atti depositati dall’azienda sanitaria, ricostruiti dall’Associazione Coscioni, è emerso che la Commissione medica multidisciplinare aveva concluso e sottoscritto la propria relazione già il 18 maggio 2026, accertando a maggioranza la sussistenza dei quattro requisiti indicati dalla Corte costituzionale per l’accesso al suicidio medicalmente assistito e individuando le modalità con cui procedere, compresi farmaci, dosaggi e meccanismo di autosomministrazione. La relazione era stata trasmessa al Comitato etico il 20 maggio.

Il 25 giugno l’ASST aveva comunicato di avere ricevuto dal Comitato etico una richiesta di ulteriori approfondimenti. Nell’udienza del 23 giugno, Zuccarella aveva espresso direttamente al giudice il peso dell’attesa: “Sono stanco, non ne posso più”. L’uomo, pienamente capace di assumere decisioni libere e consapevoli, aveva inoltre disposto la donazione del proprio corpo alla ricerca scientifica.

“Domenico è morto con la speranza che ciò che aveva ottenuto potesse essere utile ad altre persone nella sua stessa situazione – hanno commentato Filomena Gallo e Marco Cappato, segretaria nazionale e tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni – Oggi in Lombardia esiste un percorso concretamente tracciato. Non soltanto un’affermazione di principio, ma una strada percorsa fino in fondo nel servizio pubblico, che da oggi potrà essere più chiara per chi verrà dopo”.

Il progetto di legge “Liberi subito”

La proposta “Liberi subito” nasce dalla necessità di garantire che il percorso previsto dalla sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale possa essere attuato attraverso procedure uniformi e senza ingiustificati ritardi. Una prima proposta di legge regionale di iniziativa popolare sul tema era stata depositata in Lombardia nel gennaio 2024 con 8.000 firme, superando la soglia minima di 5.000 sottoscrizioni, ma era stata bloccata in Aula nel novembre dello stesso anno con l’approvazione di una questione pregiudiziale di costituzionalità, sulla base della presunta competenza esclusiva dello Stato a legiferare in materia. Le successive sentenze della Corte costituzionale – la n. 204 del 2025 sulla legge regionale toscana e la recentissima n. 148 del 2026 – hanno chiarito la possibilità per le Regioni di intervenire sulla disciplina degli aspetti organizzativi e procedurali relativi all’accesso al suicidio medicalmente assistito.

“Il 15 settembre – hanno sintetizzato Marco Cappato e Filomena Gallo – porteremo in Regione la voce di migliaia di cittadini lombardi”.

L’obiettivo è evitare che le procedure si protraggano per mesi e impedire che il percorso possa essere modificato in futuro da un diverso indirizzo politico regionale, come sottolineato dall’Associazione: per evitare che la procedura sia condotta in tempi così lunghi, e anche per evitare che un futuro assessore alla Salute possa disfare tutto con un tratto di penna, è fondamentale che il Consiglio regionale approvi la legge di iniziativa popolare “Liberi subito”.

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