Licei tecnologici e professionali, il decreto cambia i nomi degli istituti tecnici

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Consiglio dei ministri di giovedì 24 settembre ha approvato il decreto-legge sulla scuola che riscrive l'identità di una fetta consistente dell'istruzione superiore italiana. Gli istituti tecnici cambiano nome e diventano «licei tecnologici», mentre gli istituti professionali assumono la denominazione di «licei professionali». La novità, inserita in un pacchetto di norme che ha fatto meno clamore politico rispetto al tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi iniziali, entrerà in vigore dal 2027/28 e non modifica programmi, orari né sbocchi professionali.

Pari dignità culturale ed educativa

Alla base del cambio di denominazione c'è l'obiettivo dichiarato di sancire la «pari dignità culturale ed educativa» tra tutti i percorsi di studio, riconoscendo il ruolo strategico che la formazione tecnica e professionale riveste nei processi di innovazione del Paese. Il presidente del CNEL, Renato Brunetta, ha commentato la misura sottolineando come si ponga fine a una «forma di discriminazione di lungo corso, che riservava il percorso verso i licei ai figli delle famiglie benestanti».

«Di fronte all'avanzata dell'intelligenza artificiale, la risposta sta nell'intelligenza umana, che si è sviluppata nel tempo anche come intelligenza delle mani», ha aggiunto.

Il decreto rafforza anche il legame tra scuola e imprese attraverso un incremento di 10 milioni di euro per la filiera tecnologico-professionale, il cosiddetto modello 4+2, che prevede quattro anni di istruzione tecnica più due anni nelle ITS Academy. Il percorso ha già superato i 20.000 iscritti nei programmi quadriennali e punta a diventare un canale stabile di collegamento con il mondo del lavoro.

Il nodo dei concorsi pubblici

Sul fronte del reclutamento pubblico, il testo proroga fino al 2028 la quota del 15% riservata ai diplomati ITS nei concorsi della pubblica amministrazione. La misura, già introdotta in via sperimentale dal decreto PA del 2025, mira a colmare il fabbisogno di competenze tecniche nel settore pubblico, in particolare nei profili legati alla transizione digitale e alla sicurezza informatica. Le amministrazioni possono assumere i diplomati ITS con contratti di formazione e lavoro, con possibilità di stabilizzazione a tempo indeterminato al termine del percorso.

La riforma dei tecnici era attesa da mesi e si innesta su un percorso avviato con il decreto ministeriale 29 del febbraio 2026, che aveva già ridisegnato l'ordinamento degli istituti tecnici in vista dell'anno scolastico in corso. Il provvedimento approvato a settembre interviene ora anche sull'organizzazione del curricolo, riducendo la quota oraria a disposizione delle scuole e redistribuendo le ore recuperate tra le discipline di indirizzo.

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