A Cannes c’è solo Martone, tra De Niro, Cruise e l’ombra di Goliarda Sapienza
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La sala dell’Ugc Montparnasse, gremita come sempre nelle riprese diffuse online, ha fatto da cornice all’annuncio del programma del 78esimo Festival di Cannes, in calendario dal 13 al 24 maggio. Iris Knobloch, presidente della kermesse, ha aperto la conferenza con un sorriso prima di cedere la parola a Thierry Frémaux, direttore artistico, che ha svelato conferme, smentite e quei «punti di sospensione» tipici di una selezione destinata ad ampliarsi fino all’ultimo. «Si chiude davvero solo il 13 maggio», ha ricordato, sottolineando come l’attesa per gli ultimi titoli resti parte del rito.
Tra le presenze hollywoodiane, spiccano Robert De Niro, che riceverà la Palma d’onore, e Tom Cruise, atteso sulla Croisette con Mission: Impossible - The Final Reckoning, a confermare un’edizione all’insegna del grande spettacolo. L’Italia, però, arriva con un contingente ridotto: tre pellicole, tutte legate a Rai Cinema, e una sola in concorso. Fuori, firmato da Mario Martone, racconta un capitolo doloroso e trasformativo della vita di Goliarda Sapienza, scrittrice siciliana il cui L’arte della gioia trovò tardivo riconoscimento proprio in Francia. La pellicola, che vede Valeria Golino nei panni della protagonista durante la detenzione a Rebibbia per un furto dalle motivazioni oscure, esplora il legame con due giovani detenute interpretate da Elodie e Matilda De Angelis.
Coprodotto da Indigo Film, Rai Cinema e The Apartment, il film – sceneggiato da Martone insieme a Ippolita Di Majo – si concentra sul momento in cui l’esperienza carceraria diventa per Sapienza un’occasione di rinascita. Un tema che, nelle intenzioni del regista napoletano, sembra riflettere la stessa essenza del cinema: la capacità di trasformare il dolore in arte. Non a caso, Fuori rappresenta l’unica voce italiana in lizza per la Palma d’oro, in una competizione che conta appena sei registe donne su diciannove titoli selezionati, con la promessa di ulteriori aggiunte.
Mentre Martone si prepara a sfidare autori come Jonathan Glazer (The Zone of Interest) e il premio Oscar Justine Triet (Anatomie d’une chute), l’assenza di altri nomi illustri del cinema italiano solleva interrogativi. Eppure, la scelta di puntare su una figura controversa come Sapienza – donna libera e anticonformista, spesso in contrasto con le convenzioni del suo tempo – sembra una scommessa coerente con lo spirito di Cannes, da sempre terreno di sperimentazione e rottura.




