Morte di Fakir, l'autopsia svela i polmoni pieni di sangue: soffocato dal liquido ematico. La procura indaga per omicidio colposo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   I primi riscontri dell'autopsia, disposta dalla Procura di Bologna e condotta questa mattina all'Ospedale Sant'Orsola, avvalorano l'ipotesi che Abderrahim Fakir, il 42enne deceduto lo scorso 19 luglio al Pilastro durante un intervento di polizia, sia morto per soffocamento.

L'esame autoptico, ormai giunto alle fasi conclusive, confermerebbe quanto già anticipato dalla tac ossea eseguita ieri in via preliminare: i polmoni dell'uomo erano infatti pieni di sangue, un elemento che farebbe pensare a un decesso causato dall'inalazione del proprio liquido ematico.

Saranno ora gli ulteriori accertamenti medico-legali, inclusi gli esami istologici e tossicologici, a stabilire con certezza la concatenazione degli eventi e se l'emorragia polmonare sia stata la causa diretta o una concausa del decesso, anche se lo scenario trova riscontro in diversi video girati sia dai residenti sia dalla bodycam degli agenti.

Un percorso di cura interrotto: l'appuntamento al centro di salute mentale

Nel frattempo, emergono dettagli significativi sul quadro clinico di Fakir, che gettano nuova luce sulla sua condizione nelle settimane precedenti alla tragedia. Il 42enne, che si era trasferito in Italia all'età di cinque anni, era già entrato in contatto con i servizi sanitari per un problema di natura psichiatrica. In particolare, in un primo accesso al pronto soccorso dell'ospedale Maggiore di Bologna, risalente al 20 giugno, gli era stata diagnosticata una condizione che aveva portato al suo successivo invio a un centro di salute mentale.

Dopo essersi presentato presso la struttura nei giorni immediatamente successivi, gli specialisti avevano formulato una diagnosi e confermato una terapia, fissando un secondo appuntamento per i primi giorni di agosto, proprio per dare continuità al percorso di cura. Un incontro che, a causa della morte violenta del 42enne, non si terrà mai.

Le indagini: perquisizioni, cartelle cliniche e le immagini delle bodycam

Le indagini della Procura, che ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e ha iscritto nel registro degli indagati i due poliziotti intervenuti e i quattro volontari della Croce Rossa presenti sul posto, si stanno concentrando su diversi fronti per ricostruire ogni istante dell'accaduto. La squadra mobile, su delega della procura, ha effettuato una perquisizione nell'abitazione di Fakir a Borgonuovo, frazione di Sasso Marconi, alla presenza del cugino che condivideva con lui la casa e che è stato ascoltato come testimone.

Fondamentali per le indagini sono anche le cartelle cliniche relative ai suoi accessi in ospedale, tra cui quella del 20 giugno, che gli inquirenti stanno analizzando minuziosamente. Non meno rilevanti sono i video, sia quelli registrati dai residenti, che mostrano i momenti concitati precedenti all'arrivo della polizia, sia le immagini delle bodycam indossate dagli agenti, che hanno documentato l'intervento di contenimento e i successivi tentativi di rianimazione, e che sono state acquisite e visionate dalla procura.

Il quadro giudiziario: i legali e le tempistiche dell'inchiesta

Mentre la procura prosegue con gli accertamenti, il caso è seguito da un pool di legali che rappresentano le diverse parti coinvolte. Il consulente medico-legale nominato dall'avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia di Fakir, e quello nominato dall'avvocato Gabriele Bordoni, che difende i due agenti, hanno assistito all'esame autoptico. Al momento, i legali delle parti hanno mantenuto un profilo riservato, con l'avvocato Anselmo che ha dichiarato di non voler smentire l'ipotesi del soffocamento emersa dai primi esiti.

I periti nominati dalla procura avranno ora 90 giorni di tempo per depositare la loro relazione finale, che sarà determinante per far luce sulla dinamica esatta e sulle eventuali responsabilità, in un caso che ha scosso profondamente l'opinione pubblica e acceso il dibattito sulle procedure di contenimento delle forze dell'ordine.

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