Hamas consegnerà i corpi della famiglia Bibas, rapita il 7 ottobre
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Redazione Esteri
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Dopo oltre 500 giorni di attesa, Hamas ha annunciato la restituzione dei corpi di Shiri Bibas, 34 anni, e dei suoi due figli, Ariel, di quattro anni, e Kfir, di appena 10 mesi al momento del rapimento. La notizia, diffusa dal capo negoziatore di Hamas a Gaza, Khalil al Hayya, in un discorso registrato, conferma quanto già dichiarato dalle brigate al Qassam, il braccio armato del gruppo, a fine novembre: la famiglia Bibas, divenuta simbolo del dramma degli ostaggi israeliani, è deceduta durante un raid aereo israeliano sulla Striscia di Gaza. Israele, tuttavia, non aveva mai confermato ufficialmente la notizia, mantenendo vive, seppur flebilmente, le speranze di un esito diverso.
La vicenda della famiglia Bibas ha scosso l’opinione pubblica israeliana e internazionale fin dal 7 ottobre 2023, quando Shiri, i due bambini e il marito Yarden, 35 anni, furono rapiti durante l’assalto di Hamas a Israele. Yarden, separato dalla moglie e dai figli durante la cattura, è stato liberato il primo febbraio dopo 16 mesi di prigionia, ma il destino della sua famiglia è rimasto a lungo avvolto nel mistero. Kfir, il più giovane degli ostaggi, è diventato un simbolo della tragedia, rappresentando l’innocenza strappata alla vita in modo brutale.
Le dichiarazioni di Hamas, che attribuiscono la morte della famiglia Bibas a un’operazione militare israeliana, hanno alimentato ulteriori tensioni in un contesto già segnato da violenze e negoziati falliti. Khalil al Hayya ha precisato che giovedì verranno consegnati i corpi di quattro ostaggi, tra cui quelli di Shiri, Ariel e Kfir, senza però specificare l’identità del quarto. Questo annuncio, se da un lato chiude un capitolo doloroso per i familiari, dall’altro riaccende il dibattito sulle responsabilità e sulle conseguenze del conflitto.
La famiglia Bibas, originaria del kibbutz Nir Oz, era stata portata a Gaza separatamente dopo il rapimento. Mentre Yarden è riuscito a tornare a casa, la sorte della moglie e dei figli ha continuato a essere oggetto di pressioni internazionali e di manifestazioni in Israele, dove cittadini e attivisti hanno chiesto a gran voce il loro rilascio. Le autorità israeliane, dal canto loro, avevano più volte sollecitato Hamas a fornire informazioni chiare e verificabili, senza mai ottenere risposte definitive fino a oggi.




