Israele raddoppia i coloni sul Golan siriano
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Redazione Esteri
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Israele ha deciso di raddoppiare il numero dei coloni nelle Alture del Golan siriano occupato, nonostante gli ammonimenti della Germania, che ha chiesto a Israele di rinunciare ai suoi piani. Il governo di Netanyahu, tuttavia, procederà con il suo programma di colonizzazione, sfruttando le opportunità offerte dall'attuale quadro mediorientale. Parallelamente, Israele continua a indirizzare i suoi cacciabombardieri contro altri paesi della regione per ragioni di sicurezza.
Il primo ministro israeliano, Bibi Netanyahu, ha dichiarato che rafforzare il Golan significa rafforzare lo Stato di Israele. Questa affermazione è stata fatta subito dopo che il suo governo ha approvato all'unanimità il piano per espandere la popolazione israeliana nella zona contesa. La decisione di espandere la popolazione israeliana sulle alture del Golan ha suscitato reazioni contrastanti a livello internazionale, con Turchia e Russia che hanno espresso il loro disappunto, mentre al-Jolani, leader di un gruppo ribelle siriano, ha mostrato meno preoccupazione.
Nel frattempo, l'ex presidente siriano Bashar Al-Assad ha rilasciato un comunicato in cui nega di aver pianificato di lasciare la Siria. Al contrario, ha dichiarato di essere rimasto a Damasco fino alle prime ore dell'8 dicembre, quando si è trasferito a Latakia, all'interno della base militare russa di Hmeimim. Questa dichiarazione arriva in un momento di tensione crescente nella regione, con Israele che continua a condurre operazioni militari sul territorio siriano.
Gli sviluppi del conflitto in Medio Oriente, l'influenza turca e qatariota su Damasco e le operazioni militari di Israele in Siria sono temi di grande rilevanza. In un'intervista al direttore di Analisi Difesa, Gaiani ha affermato che gli attacchi israeliani non sono giustificati da azioni ostili provenienti dalla Siria.




