Israele entra nel Golan dopo il crollo del regime siriano
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Redazione Esteri
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TEL AVIV – In una mossa che ha attirato l'attenzione internazionale, le truppe israeliane sono entrate nelle alture del Golan, una regione strategica e storicamente contesa, dopo il crollo del regime di Bashar al-Assad in Siria. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l'accordo di disimpegno del 1974 con la Siria è ormai "crollato" e ha ordinato alle sue truppe di entrare nella zona cuscinetto demilitarizzata.
Il filmato diffuso dall'esercito israeliano mostra i paracadutisti mentre attraversano il confine, un'azione che Netanyahu ha definito "limitata e temporanea". Tuttavia, ha anche affermato che le alture del Golan "rimarranno per sempre parte integrante di Israele", sottolineando l'importanza strategica e simbolica di questa regione.
La caduta del regime di Assad ha portato a una rapida avanzata delle forze di opposizione armate, che hanno preso il controllo di gran parte del paese, inclusa la capitale Damasco. Ahmad Sharaa, comandante militare degli insorti filo-turchi, ha imposto un nuovo primo ministro, Muhammad Bashir, già a capo del governo di salvezza della regione nord-occidentale di Idlib. Questa offensiva, iniziata il 27 novembre, si è conclusa con la presa di Damasco all'alba di domenica.
Nel frattempo, Israele ha rafforzato le sue difese sulle alture del Golan, distruggendo navi della Marina siriana in raid aerei. I media riportano che i tank israeliani si trovano ora a 20 chilometri da Damasco, anche se l'IDF ha smentito queste informazioni.




