Filippo Bonacchi, morto a 26 anni dopo aver portato sorrisi ai bambini del Niguarda

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Aveva appena finito di far ridere i piccoli pazienti dell’ospedale Niguarda, indossando quel naso rosso che lo rendeva riconoscibile tra le corsie, quando un malore improvviso lo ha stroncato. Filippo Bonacchi, 26 anni, attore, mimo e clown, è morto sabato 29 marzo senza che i soccorsi, pur immediati, potessero fare qualcosa. Le cause del decesso restano ignote, mentre la magistratura ha disposto l’autopsia per far luce su una scomparsa che ha lasciato nello sgomento chi lo conosceva.

Nato a Pistoia ma milanese d’adozione, Filippo aveva scelto di dedicarsi all’arte in tutte le sue forme, dalla giocoleria alla danza, passando per un teatro che fosse non solo spettacolo ma anche condivisione. Dopo il liceo, si era trasferito a Milano per studiare alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi, per poi perfezionarsi a Parigi, all’École Internationale de Théâtre Jacques Lecoq, tra le accademie più prestigiose al mondo. Era lì, nel 2022, che aveva fondato insieme ad altri la Compagnia Teatrale Bacchetti, progetto nato per sperimentare linguaggi nuovi e coinvolgere il pubblico in modo diretto.

Ma era nelle corsie degli ospedali che il suo talento assumeva un significato particolare. Volontario come clownterapista, Filippo trasformava le giornate di bambini costretti a lunghe degenze, regalando momenti di leggerezza in un contesto dove ansia e dolore spesso dominano. Senza bisogno di parole, con quel camice ricoperto di pon pon colorati e una mimica espressiva, riusciva a strappare sorrisi persino dove sembrava impossibile.

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