Gravina esclude le dimissioni se l'Italia non andrà ai Mondiali

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La nazionale di calcio italiana, che rischia di rimanere esclusa dalla fase finale di un Mondiale per la terza volta consecutiva, si appresta ad affrontare il suo momento della verità. A fine marzo, infatti, la doppia sfida contro l'Irlanda del Nord in casa e, successivamente, la potenziale finale in trasferta contro la vincente tra Galles e Bosnia rappresentano uno snodo decisivo per il futuro del movimento. Un appuntamento che molti considerano un punto di non ritorno, poiché un'ulteriore esclusione dalla massima competizione planetaria significherebbe scomparire in maniera quasi definitiva dal panorama calcistico internazionale.

Le dichiarazioni sul proprio futuro

In questo clima di incertezza, il presidente della Figc, Gabriele Gravina, è intervenuto per chiarire la propria posizione riguardo al proprio futuro istituzionale. Rispondendo alle domande dei giornalisti a margine del consiglio federale, ha categoricamente escluso l'ipotesi di un suo automatico passo indietro in caso di mancata qualificazione. "Dimissioni senza Mondiale? Non c'è una norma che lo dice", ha affermato con decisione, aggiungendo che si tratta di "un destino che viene individuato e cercato all'esterno della Federazione". Gravina ha poi ricordato come la questione fosse già emersa dopo la delusione contro la Svizzera e ha fatto riferimento a un "principio di democrazia, il cui ritmo è dettato dalle norme federali", sottolineando che la risposta dell'assemblea, in quella circostanza, fu un plebiscitario 98,7%.

La questione del calendario

Oltre alla propria posizione, il numero uno della Federazione ha affrontato con altrettanta nettezza la spinosa questione del calendario di Serie A, in relazione agli impegni dei playoff. Alcune voci, provenienti dall'ambiente dei club, avevano ipotizzato la possibilità di uno spostamento del turno di campionato che precede gli impegni decisivi per la nazionale. Gravina, tuttavia, non ha lasciato spazio a interpretazioni, dichiarando che un rinvio o una sospensione della giornata è da considerarsi un'opzione "non percorribile". "Noi non cerchiamo alternative né scorciatoie", ha specificato, chiudendo così qualsiasi dibattito sull'argomento e imponendo una linea di assoluta rigidità.

Il contesto generale

Il quadro che ne emerge, pertanto, delinea una Federazione che, sotto la guida del suo presidente, intende procedere senza tentennamenti lungo il percorso già tracciato. Da un lato, si esclude qualsiasi modifica degli assetti interni, ribadendo una piena legittimità democratica; dall'altro, si respingono le richieste di alterare il programma del campionato nazionale, considerando la via già definita come l'unica praticabile. Tutto ciò avviene mentre la Lazio, club di cui si è parlato in relazione alle questioni di calendario, e l'intero calcio italiano attendono con apprensione l'esito di quelle partite che, a marzo, decideranno le sorti sportive della nazionale azzurra.

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