«Prima di noi»: la saga dei Sartori nel vortice del boom economico

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Prosegue il suo viaggio nella memoria collettiva del paese «Prima di noi», la serie televisiva che, trasponendo in immagini il romanzo di Giorgio Fontana, tesse una narrazione corale intrecciando le sorti di una famiglia con quelle della nazione. In onda domenica 18 gennaio su Rai1, la fiction diretta da Daniele Luchetti e Valia Santella prosegue il suo affresco generazionale, ambientato in un arco temporale che dal primo conflitto mondiale giunge fino alla fine degli anni Settanta, restituendo con lirismo le trasformazioni di un’Italia rurale in procinto di essere travolta dall’industrializzazione.

Il racconto si sposta negli anni del miracolo italiano

La terza serata, che propone il quinto e il sesto episodio, conduce lo spettatore nel cuore di una fase storica cruciale, segnata dalla ricostruzione postbellica e dal successivo boom economico, un periodo durante il quale il volto del paese mutò radicalmente. È in questo contesto di cambiamenti epocali, che coinvolsero i costumi e le aspettative individuali, che la famiglia Sartori – la cui storia ebbe inizio con la fuga dal fronte di Maurizio dopo la disfatta di Caporetto – si trova ad affrontare nuove prove. I figli, ormai cresciuti, sviluppano visioni del mondo differenti che li portano inevitabilmente a scontrarsi con la figura paterna e con i valori da lui incarnati, rivelando come le grandi fratture sociali trovino un eco potente, e a volte lacerante, all’interno delle mura domestiche.

Una narrazione che evita i cliché geografici

In un panorama televisivo spesso dominato da storie ambientate in poche aree del paese e incentrate su generi precostituiti, «Prima di noi» sceglie una strada differente, radicando la sua epopea tra il Friuli e il Veneto. Questa scelta, lontana dai circuiti più battuti, permette di esplorare le fatiche e le conquiste di un’Italia minore, quella in cui, negli anni più duri, l’acqua corrente rappresentava un privilegio e le donne, durante la guerra, dovettero imparare a gestire la sopravvivenza quotidiana in solitudine, sviluppando una resilienza che avrebbe segnato le generazioni successive.

La forza di una storia familiare universale

La serie, presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, non ambisce a essere una semplice cronaca di eventi, ma punta a catturare l’essenza di un’esperienza condivisa da molti, trasformando la vicenda dei Sartori in un racconto che, pur nella sua specificità, parla a un pubblico ampio. L’avanzare del tempo narrativo, scandito dalle dieci puntate complessive, mostra il lento evolversi dei rapporti umani sotto la pressione della storia, dove le scelte personali si misurano con i limiti e le opportunità offerte da ogni epoca. Il percorso dei personaggi, tra privato e collettivo, delinea così un affresco complesso che evita facili sentimentalismi per cercare una verità più profonda e stratificata.

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