Tari, la più cara è Pisa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La tassa sui rifiuti, meglio nota come Tari, continua a rappresentare un onere significativo per le famiglie italiane, con differenze marcate tra Nord e Sud. Secondo un’indagine condotta dalla Uil, attraverso il suo Servizio Stato sociale, Politiche fiscali e previdenziali, il peso della Tari non è distribuito uniformemente sul territorio nazionale. Al Sud e nelle Isole, infatti, l’incidenza della tassa sul reddito familiare risulta particolarmente gravosa, superando di gran lunga quella registrata nelle regioni settentrionali.

Tra le città più colpite, spiccano quelle siciliane. Trapani e Siracusa si trovano tra le prime dieci in Italia per il costo più elevato della Tari, mentre Ragusa non è da meno. Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia, ha sottolineato come la tassa pesi sulle famiglie siciliane più del doppio rispetto a quelle del Nord-Est. Un paradosso, considerando che la Sicilia è spesso alle prese con emergenze rifiuti croniche, che sembrano non tradursi in una gestione più efficiente o in costi ridotti per i cittadini.

Tuttavia, non mancano eccezioni. Messina, ad esempio, rappresenta un caso in controtendenza: la città siciliana è tra quelle con la Tari più bassa a livello nazionale, dimostrando che non tutte le realtà del Sud sono accomunate dallo stesso livello di criticità. Al contrario, al Nord, Genova si distingue per avere la Tari più alta dell’area settentrionale, con una media di 508 euro annui a famiglia, posizionandosi al terzo posto nella classifica nazionale.

A livello nazionale, la media della Tari si attesta intorno ai 337 euro, ma le disparità regionali sono evidenti. Pisa, in particolare, detiene il primato di città con la Tari più cara, mentre La Spezia si colloca all’estremo opposto, con il costo più contenuto. Queste differenze, che spesso riflettono inefficienze nella gestione dei rifiuti o scelte amministrative divergenti, pongono interrogativi sull’equità del sistema.

L’indagine della Uil, diretta dal segretario confederale Santo Biondo, ha evidenziato un aumento generalizzato della Tari in tutte le macroaree del Paese, ma è al Sud che il fenomeno assume contorni più critici. Qui, l’incidenza della tassa sul reddito netto medio delle famiglie è significativamente più alta, aggravando una situazione già complessa dal punto di vista economico e sociale.

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