Genova paga cara la Tari, terza in Italia per costo dei rifiuti
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Redazione Interno
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Le tasche dei genovesi, come quelle di molti italiani, si sono alleggerite ulteriormente per far fronte all'aumento della Tassa sui rifiuti, che per il 2025 segna un incremento medio nazionale del 3,3%. Secondo il Rapporto appena pubblicato dall'Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva, la spesa per una famiglia tipo, calcolata su tre persone e un'abitazione di cento metri quadrati, è passata dai 329 euro dello scorso anno agli attuali 340. Un aggravio, questo, che non si distribuisce in maniera uniforme lungo lo Stivale e che vede la città della Lanterna scalare la poco invidiabile classifica dei capoluoghi più cari. A Genova, infatti, la tariffa è salita da 501 a 509 euro, un balzo che le assicura il terzo posto nazionale, preceduta solo da Pisa, ferma a 557 euro, e da Catania, che con i suoi 602 euro si conferma la città dove il servizio di igiene urbana pesa di più sul bilancio delle famiglie.
Le componenti nascoste della bolletta
All'importo base della Tari, che già di per sé segna un trend in ascesa, vanno poi aggiunte quelle voci, definite componenti perequative, che l'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) ha introdotto per coprire una serie di costi aggiuntivi. Si tratta di oneri che, sebbene non sempre immediatamente visibili, concorrono a formare il totale finale. Tra di essi, rientrano le spese per la gestione dei rifiuti accidentalmente pescati, quelle derivanti da eventi calamitosi, e una quota destinata a finanziare il cosiddetto bonus sociale, un contributo per le fasce di popolazione più vulnerabili. Questi meccanismi, sebbene giustificati da necessità specifiche, contribuiscono a gonfiare una bolletta che le famiglie fanno sempre più fatica a sostenere.
Il peso differenziato del costo al Sud e in Toscana
La fotografia scattata dal rapporto evidenzia come il disagio sia particolarmente acuto nel Mezzogiorno, dove gli aumenti si fanno sentire con maggiore intensità. La Sicilia, in particolare, si distingue per essere una delle regioni più dispendiose, con una spesa media che per il 2025 raggiunge i 402 euro, registrando un incremento del 3,1% che supera la media nazionale. In questo contesto, Catania si erge a simbolo di un malessere diffuso, mantenendo saldamente il primato di città più cara. Non è solo il Sud, tuttavia, a doversi confrontare con cifre in crescita: la Toscana, regione tradizionalmente virtuosa, mostra segnali di tensione. Qui la spesa media per la Tari ha toccato i 397 euro, con un rincaro, rispetto all'anno precedente, che si attesta sul 6,5%, una delle variazioni percentuali più significative a livello nazionale.
Le risposte tecnologiche alla gestione dei rifiuti
Di fronte a costi in costante ascesa, che alimentano il dibattito sull'efficienza del servizio, si moltiplicano le sperimentazioni per ottimizzare la raccolta e lo smaltimento. In questo panorama, cominciano a fare la loro comparsa soluzioni innovative, come l'impiego di sistemi robotizzati per il monitoraggio e la pulizia degli spazi pubblici. Questi dispositivi, progettati per operare in ambienti complessi, rappresentano un tentativo di coniugare la tecnologia con la sostenibilità economica e ambientale. Sebbene il loro apporto sia ancora in fase di valutazione, la loro introduzione segna una possibile direzione per il futuro, nella ricerca di una gestione dei rifiuti che sia al contempo più efficace e, si spera, meno onerosa per i contribuenti.




