Israele colpisce ancora il sito nucleare di Isfahan, Teheran: "Niente stop al programma atomico"
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Redazione Esteri
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L’Idf ha confermato di aver attaccato per la seconda volta il sito nucleare di Isfahan nel corso di un’operazione notturna che ha coinvolto 50 caccia e il lancio di circa 150 bombe su decine di obiettivi militari iraniani. Secondo le forze israeliane, la struttura colpita sarebbe impegnata nella "conversione dell’uranio", fase successiva all’arricchimento e cruciale per la produzione di armi nucleari. Un’azione che riaccende i timori di un’escalation, mentre l’Iran ribadisce la sua intenzione di portare avanti il programma atomico.
Il presidente Masoud Pezeshkian, in una telefonata con Emmanuel Macron, ha dichiarato che Teheran "non accetterà in nessuna circostanza di ridurre a zero le proprie attività nucleari", pur mostrandosi disponibile a "collaborare per costruire fiducia" sul fronte dell’energia pacifica. Una posizione che lascia poco spazio a compromessi, nonostante le pressioni internazionali e il rischio concreto di un incidente nucleare.
Proprio sui pericoli legati a un eventuale danneggiamento degli impianti iraniani ha messo in guardia Rafael Grossi, direttore dell’Aiea, evidenziando come la dispersione di materiale radioattivo potrebbe avere conseguenze paragonabili a quelle di Chernobyl. L’allarme era scattato dopo le voci – poi smentite – di un possibile attacco israeliano alla centrale di Bushehr, uno dei siti più sensibili del Paese.




