"Alligator Alcatraz" si allaga dopo il primo temporale, polemiche sulla struttura voluta da Trump
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Redazione Esteri
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Non ha retto neppure al primo temporale estivo "Alligator Alcatraz", il controverso centro di detenzione per migranti costruito nelle paludi delle Everglades, vicino a Miami, inaugurato martedì da Donald Trump. Nonostante il governatore della Florida, Ron DeSantis, avesse garantito che la struttura fosse in grado di resistere a uragani di categoria 2, i video diffusi sui social mostrano ampie zone allagate già poche ore dopo la visita del presidente.
La struttura, definita temporanea e realizzata nell’area di un ex aeroporto abbandonato nella riserva di Big Cypress, è stata presentata come una soluzione per alleviare la pressione sulle carceri statali, messe in crisi dall’aumento degli arresti legati alla stretta sull’immigrazione voluta dall’amministrazione federale. DeSantis, rispondendo alle critiche, ha ribadito che si tratta di una misura provvisoria, aggiungendo che, a lavori ultimati, i detenuti verranno trasferiti in moduli abitativi riconvertiti della FEMA, l’agenzia federale per le emergenze.
L’idea di un carcere circondato da paludi e alligatori – un chiaro richiamo ad Alcatraz, il celebre penitenziario californiano chiuso nel 1963 e oggi meta turistica – era stata accolta con entusiasmo da Trump, che l’ha definita un "fiore all’occhiello" nella lotta all’immigrazione irregolare. Ma i problemi strutturali emersi dopo poche ore di pioggia intensa sollevano dubbi sull’efficacia dell’operazione.




