Caro prezzi agricoltura, 100 milioni dal governo per gasolio e fertilizzanti
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Redazione Interno
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Il caro prezzi nell’agricoltura spinge il governo a stanziare 100 milioni di euro per sostenere le imprese del settore attraverso crediti d’imposta su fertilizzanti e gasolio agricolo. L’intervento, approvato dal Consiglio dei ministri, punta ad alleggerire il peso dei rincari che negli ultimi mesi hanno inciso sui bilanci delle aziende agricole, colpite dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime. A rilanciare il provvedimento è stato il deputato di Fratelli d’Italia Fabio Rotelli, che ha definito il pacchetto “un segnale chiaro e concreto di attenzione verso un settore strategico per l’economia nazionale e per la tutela delle produzioni di qualità”.
Il piano riguarda due delle voci considerate più pesanti per il comparto primario: il carburante utilizzato nelle attività agricole e i fertilizzanti, il cui prezzo è aumentato in modo significativo negli ultimi mesi. Il governo è tornato così sul dossier agricolo con una misura destinata a tamponare l’esplosione dei costi affrontata dalle imprese. Sullo sfondo restano le tensioni internazionali e le difficoltà legate ai traffici marittimi nel Golfo Persico, elementi che hanno contribuito a far salire i prezzi delle forniture e a mettere sotto pressione l’intera filiera.
Crediti d’imposta per sostenere le aziende agricole
La misura approvata dall’esecutivo si concentra sui crediti d’imposta relativi all’acquisto di fertilizzanti e gasolio agricolo, strumenti individuati per alleggerire i costi sostenuti dalle aziende. L’obiettivo dichiarato è garantire la competitività delle filiere agricole e arginare l’aumento dei prezzi al consumo, in un contesto in cui i rincari delle materie prime hanno avuto effetti diretti sulla produzione. Secondo quanto emerso, il doppio intervento arriva in una fase in cui molte imprese del settore stanno affrontando margini ridotti e un incremento delle spese operative considerate indispensabili per le attività quotidiane.
Tra i dati citati figura quello relativo all’urea, uno dei fertilizzanti più utilizzati in agricoltura, il cui prezzo sarebbe passato da 470 euro a tonnellata nel maggio 2025 a 870 euro, con un incremento dell’85%. Una crescita che ha inciso sui costi di produzione e che viene indicata come uno dei motivi principali alla base dell’intervento economico deciso dal governo. Il provvedimento si inserisce quindi in una strategia di contenimento degli effetti del caro costi sulle aziende agricole, in una fase considerata delicata per l’intero comparto.
Lollobrigida: “Mai così tanti investimenti sull’agricoltura”
Nel corso della seconda giornata del Festival del Lavoro 2026 a Roma, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida ha rivendicato il livello degli investimenti destinati al settore agricolo. “Abbiamo investito come nessun governo prima di noi aveva fatto e siamo il governo che nella storia ha investito di più sull’agricoltura”, ha dichiarato il ministro, sottolineando anche un cambio di approccio nelle politiche ambientali. Secondo Lollobrigida, l’agricoltore sarebbe stato rimesso “al primo posto” all’interno delle strategie legate alla tutela dell’ambiente.
Le dichiarazioni del ministro arrivano mentre il governo prova a rafforzare il sostegno al comparto agricolo attraverso misure economiche dirette. L’intervento sui crediti d’imposta per fertilizzanti e gasolio viene presentato come uno scudo contro il caro costi che ha investito le aziende agricole e come uno strumento per difendere la capacità produttiva delle filiere nazionali. Il pacchetto da 100 milioni rappresenta quindi una risposta alle difficoltà emerse negli ultimi mesi, con l’obiettivo di attenuare l’impatto dell’aumento dei prezzi sulle imprese e sui consumatori.




