Il gasolio agricolo vola a 1,67 euro al litro e la Puglia agricola rischia l’arresto produttivo

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   Nonostante il recente intervento del governo – che ha varato un credito d’imposta al 20% per mitigare l’urto dei rincari – il prezzo del gasolio agricolo continua a galoppare senza sosta, mettendo in seria difficoltà le aziende del settore primario pugliese. Se prima dello scoppio del conflitto in Iran il costo al litro si attestava su valori intorno ai 90 centesimi, passando subito dopo i primi bombardamenti a 1,20 euro, oggi il dato è drammaticamente più elevato: si viaggia verso quota 1,67 euro al litro. Un’impennata che, come denunciato da Cia Agricoltori Italiani Puglia, rischia di vanificare sul nascere gli effetti del bonus appena introdotto, spingendo le imprese agricole verso un vero e proprio punto di non ritorno. A preoccupare ulteriormente gli operatori, inoltre, è l’emergere delle prime comunicazioni da parte dei distributori, i quali segnalano oggettive difficoltà nell’approvvigionamento della materia prima che stanno già orientando il mercato verso una forma embrionale di razionamento.

L’allarme di Cia Puglia e la denuncia di possibili speculazioni

La situazione, descritta come “folle” dal presidente di Cia Puglia, Gennaro Sicolo, arriva in una fase particolarmente delicata per il comparto, coincidendo con gli ultimi venti giorni utili per le lavorazioni obbligatorie di contrasto alla Xylella. Questa concomitanza di fattori colpisce con particolare violenza il Salento, ma si estende ormai a tutte le aree della regione dove vigono misure di prevenzione contro il batterio. L’aumento dei costi del carburante, infatti, si somma a quelli già insostenibili dei fertilizzanti e dei fitofarmaci, erodendo ulteriormente il reddito degli imprenditori agricoli che continuano a produrre indebitandosi. Lo scorso 21 marzo, proprio per far luce su queste dinamiche, Cia Puglia ha presentato un esposto al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Bari, denunciando l’esistenza di “evidenti manovre speculative” alla base dell’impennata dei prezzi del gasolio e delle materie prime.

La risposta del governo: il credito d’imposta al 20%

Per far fronte a questa emergenza, il Masaf ha annunciato l’arrivo del credito di imposta al 20% per il gasolio agricolo, una misura richiesta a gran voce dalle sigle di categoria per tamponare l’aumento dei costi di produzione derivante dalla crisi mediorientale. Inizialmente previsto solo per il settore della pesca, il provvedimento è stato esteso alle aziende agricole attraverso il decreto taglia-accise approvato dal Consiglio dei Ministri. Il meccanismo prevede che il bonus sia riconosciuto alle imprese che utilizzano carburante in modo strutturale per l’attività produttiva, con l’obiettivo dichiarato di evitare che i rincari del gasolio si trasferiscano interamente sui prezzi finali dei prodotti alimentari, tutelando così anche i consumatori dalla spirale inflattiva.

Il commento della Lega e le ripercussioni sui territori

Accolto con favore dalle forze politiche di maggioranza, il provvedimento è stato commentato con comprensibile soddisfazione dal Commissario Provinciale della Lega Benevento, Domenico Parisi. Parisi ha definito l’intervento come “determinante” per salvare l’annata agricola, sottolineando come il taglio dei costi del carburante rappresenti una risposta concreta per il comparto nazionale e, in particolare, per quello sannita. “L’estensione del credito d’imposta del 20% – ha dichiarato – è la risposta concreta fondamentale per evitare che l’annata agraria venga compromessa”, un intervento che arriva nel momento più caldo delle operazioni primaverili nei campi, caratterizzate da un impiego intensivo delle macchine agricole. Tuttavia, mentre la politica rivendica i risultati ottenuti, nelle campagne pugliesi – dal foggiano al brindisino, passando per le zone colpite da allagamenti e frane – la percezione è quella di un’emergenza ancora lontana dall’essere risolta, con gli agricoltori che attendono di vedere concretamente riflessi nei conti aziendali gli effetti degli aiuti statali.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.