La Russia disponibile a colloqui con Kiev, ma la palla passa all’Ucraina

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Russia ha ribadito la propria disponibilità a proseguire i contatti diretti con l’Ucraina per cercare una soluzione politica al conflitto, ma ha chiarito che spetta ora a Kiev compiere il passo successivo. Lo ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, in un briefing con i giornalisti, sottolineando come Mosca «non si sia mai rifiutata di negoziare», nonostante le azioni «isteriche e contraddittorie» osservate finora. Le sue parole arrivano a poche ore dal colloquio tra Vladimir Putin e Donald Trump, definito dalla diplomazia russa «sincero e concreto» riguardo alle modalità per risolvere la crisi.

Quello che emerge, tuttavia, è un dialogo ancora bloccato su posizioni inconciliabili. Da una parte, Mosca insiste perché l’Ucraina e i suoi alleati europei riconoscano le realtà emerse sul campo di battaglia, accettando di fatto le conquiste territoriali russe. Dall’altra, Kiev e l’Occidente chiedono una sospensione delle operazioni militari come precondizione per avviare trattative serie, una prospettiva che il Cremlino ha più volte respinto.

La situazione ricorda le parole di Henry Kissinger, che anni fa ammoniva i negoziatori troppo fiduciosi nel potere delle parole anziché dei fatti. Un monito che, come ha osservato David Ignatius sul Washington Post, potrebbe valere anche per Trump, il quale aveva promesso di chiudere la guerra «in 24 ore». A oltre cento giorni dalla sua elezione, però, la pace appare più lontana che mai, e persino un eventuale accordo sembrerebbe destinato a rivelarsi fragile.

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