Belgio, l'orgoglio dell’Europa: De Ketelaere stende gli Stati Uniti a Seattle

Belgio, l'orgoglio dell’Europa: De Ketelaere stende gli Stati Uniti a Seattle
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Nella sfida che idealmente contrappone i due mondi, quello del calcio d’oltreoceano e quello della tradizione europea, è il Belgio a passare il turno, lasciando sul terreno di Seattle le ambizioni degli Stati Uniti. A firmare l’impresa, nella notte che valeva l’accesso ai quarti di finale del Mondiale, ci ha pensato la faccia più improbabile di questo ruolo da giustiziere: Charles De Ketelaere.

L’attaccante dell’Atalanta, con due reti di pregevole fattura, è riuscito dove molti non avrebbero scommesso un centesimo, mettendo in crisi la retroguardia avversaria, zittendo per un momento l’entusiasmo del pubblico di casa e costringendo la selezione di Mauricio Pochettino a fare i conti con una eliminazione che brucia. Il "Lumen Field" di Seattle, gremito fino all’orlo, ha assistito a un match dal ritmo indiavolato, in cui gli ospiti hanno dimostrato una concretezza sottovalutata alla vigilia, capitalizzando al meglio le occasioni create.

La notte di CDK e l’analisi di Pochettino

Se c’è un uomo che ha inciso sul risultato finale, quello è senza dubbio Charles De Ketelaere, l’ex gioiello del Milan che in maglia nerazzurra ha ritrovato la continuità perduta. Il suo primo gol, un colpo di testa preciso che ha infilato l’incrocio dei pali, è arrivato al termine di una splendida azione corale, suggellata da un cross al bacio di Trossard che ha tagliato in due la difesa americana, lasciando al belga lo spazio giusto per saltare più in alto di tutti.

Il secondo, invece, è stata una lezione di opportunismo e fiuto del gol, quando De Ketelaere ha letteralmente strappato un pallone a un difensore statunitense, presentandosi a tu per tu con il portiere Freese e realizzando il nuovo e decisivo vantaggio, dopo che gli Stati Uniti erano riusciti a trovare il momentaneo pareggio. Per l’allenatore argentino Mauricio Pochettino, intervenuto ai microfoni di Fox al termine della gara, la sconfitta ha il sapore amaro di una occasione sprecata: "Non è stata la nostra giornata", ha dichiarato a caldo il tecnico, visibilmente deluso.

"Non abbiamo giocato come nelle altre occasioni. Complimenti al Belgio. Dobbiamo imparare e capire perché non siamo riusciti a esprimerci come nelle altre partite", ha sottolineato, evidenziando come la prestazione della sua squadra sia stata al di sotto degli standard mostrati nel corso della competizione.

Una partita decisa dai dettagli e dagli episodi

Il match, arbitrato con polso fermo, è stato un susseguirsi di emozioni e colpi di scena che hanno tenuto i 60mila spettatori con il fiato sospeso fino al triplice fischio. La partita era iniziata con un ritmo altissimo, e dopo il vantaggio iniziale di De Ketelaere, la reazione degli Stati Uniti non si è fatta attendere, concretizzandosi con la rete del pareggio firmata Tillman, bravo a sfruttare una punizione deviata che ha beffato il portiere belga.

Il momento di massima tensione, però, è arrivato quando i padroni di casa hanno creduto di poter ribaltare l'inerzia, salvo poi incappare in alcuni episodi arbitrali sfortunati: su tutti, un fallo in attacco fischiato a Joao Felix ai danni di Pedro Porro che ha spento sul nascere una potenziale azione pericolosa, e un fuorigioco millimetrico fischiato a Yamal, il talento del Barcellona, che aveva calciato sull'esterno della rete vanificando un’altra occasione.

La difesa belga, guidata dall’esperienza di Vanaken – che tra l’altro ha rischiato di segnare di testa spiazzando Courtois, salvo poi vedere la palla terminare a lato – ha retto l’urto finale, gestendo con intelligenza i minuti di recupero e spegnendo gli ultimi assalti americani.

Il tabellino e le scelte di formazione

Dal punto di vista tattico, la sfida tra i due Mondi ha confermato le attese, con il Belgio che ha optato per un atteggiamento attendista ma letale in ripartenza, mentre gli Stati Uniti hanno provato a imporre il possesso palla senza però riuscire a sfondare il muro eretto dagli uomini di Tedesco.

Nelle formazioni ufficiali, spiccano le scelte di Pochettino che ha inserito Balogun dall’inizio nell’undici titolare, cercando di dare maggiore profondità all’attacco, mentre per il Belgio De Ketelaere è stato schierato come riferimento offensivo insieme a Garcia, una mossa che si è rivelata vincente alla luce dei due gol. L’ammonizione rimediata dallo juventino McKennie per un fallo di gioco a centrocampo, e alcuni contrasti accesi in area di rigore, hanno acceso gli animi, ma alla fine è stata la maggiore lucidità sotto porta degli europei a fare la differenza.

La pausa a metà del primo tempo ha spezzato il ritmo, ma al rientro in campo il copione non è cambiato: gli Stati Uniti hanno provato a spingere con maggiore foga, cercando il pareggio, ma si sono esposti alle ripartenze avversarie, con De Ketelaere che ha sfiorato la tripletta in un’altra occasione, quando si è fatto soffiare il pallone in area da un difensore americano che lo ha anticipato di un soffio, negandogli il tiro a porte praticamente sguarnite.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.