Il governo riscrive il Pnrr, ma sui ritardi preferisce il silenzio

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La cabina di regia, con la nota pubblicata lunedì, ha chiarito che la nuova “revisione tecnica” del Pnrr – diversa da quella generale ancora in lavorazione – interessa il 30% degli obiettivi residui del Piano. L’obiettivo, in questa fase, è ottenere il via libera per la settima rata, che porterebbe a 140 miliardi le risorse complessive. Ma mentre si ridefiniscono i traguardi, nessun cenno ufficiale ai ritardi accumulati, né alle eventuali sanzioni che l’Europa potrebbe applicare se gli impegni non fossero rispettati.

Mobilità elettrica: più incentivi per le auto, meno colonnine

Il governo Meloni punta con decisione sulla mobilità sostenibile, ma lo fa ridistribuendo i fondi del Pnrr in modo inatteso. Il nuovo “Programma di rinnovamento della flotta” privilegia gli acquisti di veicoli elettrici, tagliando però drasticamente gli investimenti nelle infrastrutture di ricarica. Le colonnine, inizialmente previste in 21.355 unità, sono state ridotte a 12 mila, lasciando scoperte ampie aree del Paese. Una scelta che rischia di limitare l’efficacia degli stessi incentivi, poiché senza una rete capillare, la diffusione delle auto a zero emissioni potrebbe risultare più lenta del previsto.

Alta velocità: i fondi ci sono, ma i tempi restano incerti

Tra le poche certezze emerse dalla revisione, c’è il mantenimento dei finanziamenti per l’Alta velocità in Campania, in particolare per le tratte Napoli-Bari e Salerno-Reggio Calabria. Le risorse, come confermato dalla cabina di regia, non subiranno tagli, sebbene i progetti abbiano tempistiche diverse e fonti di finanziamento non sempre allineate. Il ministro Tommaso Foti, nel riferire alle Camere, ha ribadito l’impegno sul fronte infrastrutturale, ma senza fornire dettagli sulle eventuali criticità che potrebbero rallentare i cantieri.

Tagli trasversali, dalle colonnine all’idrogeno

La rimodulazione del Pnrr, però, non risparmia altri settori chiave. Oltre alle colonnine elettriche, anche i progetti legati all’idrogeno vedranno una riduzione degli obiettivi, con tempi di realizzazione allungati rispetto alle previsioni iniziali. La proposta inviata a Bruxelles, lunga 260 pagine, delinea un ridimensionamento generale, giustificato dalla necessità di adattare il Piano alle “contingenze attuali”. Ma quali siano queste contingenze, il governo non lo specifica, lasciando aperte domande sull’effettiva capacità di spendere le risorse senza ulteriori intoppi.

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