Sepp Kuss vince la tappa regina del Giro, Ciccone terzo ma litiga con Rubio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La diciannovesima tappa del Giro d’Italia, la temutissima Feltre-Alleghe che con i suoi 151 chilometri e oltre cinquemila metri di dislivello rappresenta il vero spartiacque della Corsa Rosa, ha consegnato ieri la vittoria a Sepp Kuss. Lo statunitense, gregario di lusso della Visma-Lease a Bike, ha completato una rimonta straordinaria negli ultimi due chilometri dell’ascesa finale verso i Piani di Pezzè, neutralizzando l’attacco solitario partito a lungo raggio da Giulio Ciccone.

Un successo, quello del "Durango Kid", che vale l’ingresso in un club esclusivo: Kuss ha infatti centrato il "grande slam" delle corse a tappe, essendo riuscito a vincere almeno una frazione in tutti e tre i Grandi Giri (Tour, Vuelta e, appunto, questo Giro). Per la cronaca, a completare il podio di giornata sono stati il canadese Derek Gee, staccato di tredici secondi, e lo stesso Ciccone, che ha accusato un ritardo di trentasei secondi dopo una fuga durata decine di chilometri.

La fuga che ha deciso la classifica generale

La tappa, tatticamente molto complessa, ha visto una fuga composta da diversi big prendere il largo già sulle prime rampe del Passo Duran, con Ciccone, Caruso e Pellizzari a dettare il ritmo. L’abruzzese, chiaramente scatenato, ha fatto man bassa di punti per la maglia azzurra, transitando per primo su gran parte dei Gran Premi della Montagna in programma. Tra questi, il Passo Giau, che quest’anno rappresentava la Cima Coppi dell’edizione.

A complicare gli equilibri, però, ci ha pensato Einer Rubio: il colombiano, in evidente polemica con la Lidl-Trek per questioni legate agli abbuoni del traguardo volante, ha provocato Ciccone strappandogli punti preziosi sul successivo Passo di Falzarego. Un incidente diplomatico che ha acceso gli animi nel gruppetto di testa, spingendo l’azzurro a una reazione furiosa: una volta scollinato, Ciccone è letteralmente volato in discesa, guadagnando oltre un minuto di vantaggio e gettando quasi tutti alla corda.

L’assolo di Kuss e la beffa per Ciccone

Sembrava ormai la volta buona per Ciccone, che a soli venticinque chilometri dal traguardo viaggiava con un vantaggio rassicurante, forte di una superiorità tecnica nelle picchiate che pochi nel gruppo sanno esprimere. Tuttavia, sulla salita finale verso Alleghe, le gambe dell’abruzzese hanno iniziato a cedere sotto il peso della fatica.

Alle sue spalle, mentre il gruppo maglia rosa di Jonas Vingegaard controllava senza affanni, Sepp Kuss ha progressivamente limato il distacco: prima ha ricucito su Derek Gee, poi ha inesorabilmente riagganciato il battistrada italiano a circa due chilometri e mezzo dal traguardo, per poi superarlo senza troppi patemi.

Il pubblico, accorso a migliaia lungo tutti i tornanti delle Dolomiti, ha così assistito al trionfo dello statunitense, il quale ha tagliato il traguardo in solitaria con le braccia spalancate, mentre Ciccone, pur visibilmente provato, riusciva a contenere il ritorno degli inseguitori per conservare un prestigioso terzo posto.

Classifica invariata ai piani alti, ma con qualche scossone

Per quanto riguarda la lotta per la maglia rosa, la giornata di ieri non ha riservato sorprese. Jonas Vingegaard, che controllava direttamente il suo diretto avversario Felix Gall, è giunto al traguardo con lo stesso tempo dell’austriaco (quinto e quarto rispettivamente), mantenendo così un cospicuo vantaggio di quattro minuti e tre secondi in classifica generale.

Ciò che è cambiato, invece, è il gradino più basso del podio virtuale: approfittando di una flessione di Thymen Arensman, l’australiano Jai Hindley ha guadagnato una posizione, issandosi al terzo posto assoluto. A complicare il quadro della giornata ci ha pensato anche Jhonatan Narváez, grande protagonista di questa edizione con tre successi parziali, costretto al ritiro dopo soli venticinque chilometri a causa dei postumi di un contatto avuto con una motocicletta nella tappa precedente.

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