Msc studia lo sbarco nelle super petroliere, un nuovo capitolo per il colosso di Aponte
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Redazione Economia
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La Mediterranean Shipping Company, il colosso del mare fondato da Gianluigi Aponte, sembra sul punto di tracciare una rotta inedita, quella che la condurrebbe verso l’oceano, fino a oggi solcato da altri, delle super petroliere. Secondo quanto riportato da diverse fonti specializzate, tra cui Lloyd’s List, l’armatore svizzero-italiano sarebbe infatti impegnato in trattative avanzate per un maxi-investimento nel settore dei Vlcc, le Very Large Crude Carrier, aprendo così un nuovo fronte strategico dopo decenni di leadership indiscussa nel trasporto container e dopo aver costruito un impero che abbraccia crociere, traghetti e terminal logistici in ogni angolo del globo. Un’espansione, questa, che non si configura come una mera diversificazione ma come un ingresso ponderato in un mercato dagli equilibri delicati e dalle prospettive finanziarie rilevanti, soprattutto in uno scenario geopolitico che vede le rotte dell’energia sotto i riflettori.
L'accordo in cantiere con la sudcoreana Sinokor e l'ordine in Cina
Il progetto, stando alle ricostruzioni, si articolerebbe su due binari paralleli e complementari. Da un lato, infatti, si profilerebbe una collaborazione strategica con il gruppo armatoriale sudcoreano Sinokor Maritime, storico operatore proprio nel segmento tanker, la quale fornirebbe know-how tecnico e gestionale fondamentale per un neofita del settore. Dall’altro, procederebbe l’iter per un ordine di nuove costruzioni presso il cantiere cinese Hengli Heavy Industry, dove si parlerebbe di un pacchetto da dieci unità, di cui sei ferme e quattro opzionabili, per un valore complessivo stimabile attorno a 1,25 miliardi di dollari e con consegne programmate nella seconda parte di questo decennio. È un movimento che, se confermato, segnerebbe non solo l’ingresso di un gigante ma potrebbe influenzare gli assetti stessi del trasporto marittimo di greggio.
Uno sbarco in un mercato in trasformazione
L’ipotetico arrivo di Msc avviene in un momento di profonda transizione per il mercato delle petroliere, caratterizzato da una domanda energetica volatile e da pressioni regolatorie crescenti sulla decarbonizzazione del trasporto marittimo. Non è un caso che l’interesse si concentri proprio sulle unità più grandi e efficienti, come i Vlcc, capaci di offrire economie di scala decisive. Parallelamente, il contesto è segnato dalle restrizioni e dalle sanzioni occidentali mirate a limitare i flussi di petrolio russo, che hanno portato alla proliferazione della cosiddetta ‘flotta ombra’, un fenomeno che diversi analisti ritengono destinato a una brusca contrazione in caso di normalizzazione del conflitto in Ucraina. In questo quadro, l’ingresso di un operatore strutturato e trasparente come Msc potrebbe essere visto come un elemento di stabilizzazione.
Il contesto dei prezzi del greggio e le ricadute potenziali
La mossa del gruppo di Aponte si interseca, pur senza un nesso diretto, con l’andamento altalenante delle quotazioni del greggio, le quali hanno recentemente toccato livelli bassi, scendendo sotto i 68 dollari al barile per alcuni benchmark a causa di una domanda, specie dalla Cina, più fiacca del previsto. Un calo protratto nel tempo, come osservano gli esperti del settore energetico, si tradurrebbe in un inevitabile alleggerimento del costo dei carburanti alla pompa, con benzina e diesel che potrebbero tornare sotto la soglia psicologica di 1,60 euro al litro, offrendo un respiro a consumatori e imprese. L’efficienza operativa che Msc dichiara di voler portare nel nuovo business, con l’obiettivo di tagliare i costi del 20%, punta a valorizzare ulteriormente questi margini, sebbene l’impatto finale sui listini dipenda da una moltitudine di fattori internazionali sui quali un singolo armatore, per quanto potente, ha un’influenza limitata.




