Il carbonara day compie dieci anni tra riti social, varianti contese e un nuovo appuntamento in diretta
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sono passati dieci anni da quando qualcuno, forse con un pizzico di ironia, forse con seria determinazione, ha deciso che la carbonara meritava una giornata mondiale. E quel qualcuno, va detto, non aveva tutti i torti: il piatto, che per molti è semplicemente “pasta, uova, guanciale, pecorino e pepe”, per altri rappresenta un campo di battaglia ideologico, una trincea dove si consuma l’eterno conflitto tra tradizionalisti e innovatori. Il Carbonara Day, giunto alla sua decima edizione il 6 aprile, si celebra ormai come un rito laico, alimentato da anni di “spaghettate social” – ecco, le virgolette sono d’obbligo – che hanno trasformato un semplice piatto romano in un fenomeno globale.
Un decennio di passione e numeri da capogiro
Secondo una ricerca citata nel corso di questi dieci anni, la carbonara sarebbe il piatto di pasta preferito da un italiano su due. Ma c’è di più: un’indagine di Astraricerche attribuisce a questa ricetta un gradimento del 92,6 per cento, trasversale per età e territorio. Significa che, tolto qualche purista della bolognese o qualche nostalgico della cacio e pepe, quasi tutti cedono al fascino di quella crema (senza panna, sia chiaro) che avvolge gli spaghetti. E all’estero, il fenomeno è persino più intenso: la carbonara viene spesso percepita come la sintonia più autentica dell’italianità, anche quando viene tradita con l’aggiunta di panna, pancetta o, orrore, cipolle.
La diretta YouTube con Pierre Ley: “La materia del giorno”
Proprio per scavare dentro questa storia fatta di evoluzioni e sorprese – perché la carbonara, va ricordato, non è sempre stata uguale a se stessa – la redazione di VareseNews ha organizzato un evento speciale. Si tratta di una nuova puntata della diretta YouTube intitolata “La materia del giorno”, in programma martedì 7 aprile alle 16 nello spazio Materia. L’ospite d’eccezione è Pierre Ley, un nome noto a chi segue cultura gastronomica e comunicazione: Ley guiderà il pubblico in un racconto che non si limiterà alla ricetta, ma esplorerà i perché di un successo così discusso. Perché, diciamolo, la carbonara piace anche quando viene sbagliata; anzi, forse piace proprio perché si presta a essere sbagliata.
La carbonara sul grande schermo: un atto, non un piatto
C’è poi un capitolo che pochi affrontano, ma che la ricorrenza del Carbonara Day riporta d’attualità: il rapporto tra questo piatto e il cinema. E qui, attenzione, non stiamo parlando di semplici product placement o di scene di cucina ordinarie. No. La carbonara, quando compare in un film, diventa immediatamente qualcosa d’altro. È un atto, una dichiarazione, un codice. È romanità allo stato puro, è comfort food con pretese filosofiche, è il piatto che i personaggi ordinano quando vogliono dire qualcosa di importante senza dirlo davvero. Impossibile raccontarla stando seduti composti, con le mani in grembo e il tono neutro del recensore professionista. Nei film, la carbonara è sempre una scelta di campo: chi la mangia in un certo modo rivela la propria anima, o la propria mancanza di tatto.




