Gara 1 dei quarti: il fattore campo regge, ma non senza patemi
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Redazione Sport
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Si è aperto con il segno del pronostico, ma non certo con la scioltezza che ci si potrebbe aspettare, il capitolo dei quarti di finale dei playoff scudetto di Serie A1 Tigotà. Le quattro formazioni che avevano concluso la regular season ai primi posti, e che dunque godevano del vantaggio di giocare la prima sfida tra le mura amiche, hanno tutte centrato l'obiettivo della vittoria. Sarebbe però riduttivo, e tecnicamente impreciso, liquidare la giornata come una mera formalità rispettata dalle teste di serie, ché anzi, la strada verso la semifinale per alcune di loro si è rivelata in salita molto più del previsto, con le avversarie che hanno dimostrato di non essere in campo per fare da semplice comparsa.
L’incontro che più di ogni altro ha tenuto col fiato sospeso gli appassionati è stato senza dubbio quello del PalaVerde di Treviso, dove la corazzata Prosecco Doc Imoco Conegliano ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per avere ragione di una Eurotek Laica Uyba Busto Arsizio mai doma. Le pantere, che pure possono contare su un roster di livello assoluto, si sono imbattute in una versione delle farfalle quantomai coriacea, capace di sporcare la perfetta geometria del gioco veneto e di aggiudicarsi un secondo set di altissimo profilo grazie a una battuta chirurgica e a una correlazione muro-difesa che per lunghi tratti ha messo in crisi la ricezione di casa. Se da un lato la solita, straripante Isabelle Haak ha messo a referto una prestazione mostruosa con 35 punti, dimostrandosi un'arma pressoché imprendibile, dall'altro lato della rete è salita in cattedra Valeria Battista, autrice di 24 punti e trascinatrice instancabile di una squadra che ha creduto nell'impresa fino all'ultimo pallone. Coach Daniele Santarelli ha dovuto attingere a piene mani dalla panchina, inserendo Sillah per dare una scossa, e solo nel terzo e quarto parziale la macchina trevigiana ha ritrovato quegli ingranaggi perfetti che le hanno permesso di allungare il passo e chiudere i conti, portando a casa un 3-1 dal sapore amaro per la prestazione, ma dolcissimo per il risultato.
Spostando lo sguardo sul match del PalaIgor, anche l'Igor Gorgonzola Novara ha centrato il successo per 3-1 ai danni della Reale Mutua Fenera Chieri '76, in un derby piemontese che sulla carta prometteva equilibrio e che nei fatti ha mantenuto solo in parte le attese. Le ragazze di coach Lorenzo Bernardi hanno interpretato i primi due set con una cattiveria agonistica esemplare, chiusi entrambi con un netto 25-17, frutto di una ricezione positiva e di una fase di break praticamente perfetta. In questo scacchiere, la regina indiscussa è stata Tatiana Tolok, opposto russo che ha letteralmente surclassato il muro avversario con 29 punti e percentuali altissime in attacco, spalleggiata da una Lina Alsmeier solida in fase di copertura e letale in fase realizzativa. Chieri, però, non è squadra che molla facilmente la presa, e nel terzo parziale ha rialzato la testa: un ace di Van Aalen e la verve di Anett Nemeth hanno permesso alle collinari di accorciare le distanze e di vincere la frazione, riaprendo di fatto un discorso che sembrava già archiviato. Nel quarto set, tuttavia, la maggiore esperienza e profondità del roster novarese ha preso il sopravvento, con Bonifacio e compagne che hanno chiuso la pratica senza ulteriori patemi, fissando il punteggio sul definitivo 25-17 e mettendo una seria ipoteca sul passaggio del turno in vista di gara-2 in terra chierese.
Scendendo in Toscana, alla Savino Del Bene Scandicci è andata in scena la partita più folle e spettacolare dell'intero turno. Le ragazze di coach Marco Gaspari hanno ottenuto sì la vittoria, ma al termine di una vera e propria battaglia durata cinque set contro una coriacea Bergamo, che ha venduto cara la pelle fino all'ultimo scambio. Le toscane, dopo essersi portate sul 2-0 e poi sul 3-2, hanno subito il ritorno veemente delle ospiti, capaci di strappare il quarto set e di portarsi addirittura in vantaggio nel tie-break sul 13. È lì che è uscita fuori la classe di Ekaterina Antropova, top scorer con 25 punti, e la concretezza di Sarah Franklin, autrice di 24 punti, che hanno trascinato le compagne in una rimonta serrata, chiusa ai vantaggi per 17. Una vittoria che profuma di ossigeno puro per Scandicci, ma che lascia l'amaro in bocca a Bergamo, uscita dal PalaWanny a testa altissima dopo aver sfiorato quella che sarebbe stata una clamorosa impresa.




